IL PARI DELUDE, L’ATTACCO PURE, MA L’AVELLINO CRESCE E HA FIDUCIA IN SE STESSO

IL PARI DELUDE, L’ATTACCO PURE, MA L’AVELLINO CRESCE E HA FIDUCIA IN SE STESSO

21 Settembre 2021 0 Di Pellegrino Marciano

Era stata etichettata come la partita della svolta. Eppure Monopoli-Avellino potrebbe esserla stata, non tanto nel risultato, ma quanto nella testa della formazione di mister Braglia. Al di là della delusione per il quarto pareggio di fila comunque su un campo molto ostico, fisiologico il malumore del tifoso biancoverde che vede il Bari a +6 in classifica già dopo quattro turni, il trainer toscano in conferenza stampa ha speso parole di elogio per il suo gruppo. Passi in avanti dal punto di vista della mentalità e della prestazione, con l’ennesimo palo di questo inizio di stagione e un’occasione colossale sul destro di Kanoutè. Segnali positivi arrivano anche dai minuti giocati da Di Gaudio, rimasto in campo 86 minuti e quindi pienamente recuperato anche se non può essere al top della condizione. Difesa a 3, solida, precisa, puntuale, che ha ridato certezza ad una squadra che ha comunque subito solamente 2 gol in quattro partite e che non è stata messa sotto da nessuno. Silvestri, Dossena e Bove hanno giocato una partita feroce, con quest’ultimo che sta crescendo sempre di più e che difficilmente Braglia potrà togliere dal campo. In mediana si è rivisto lo spirito battagliero di Sonny D’Angelo e di capitan Aloi, con Tito che ovviamente da esterno alto del 3-4-3 si trova nella sua posizione di comfort.  Kanoutè tieni in subbuglio la difesa del Monopoli, Di Gaudio regala qualche sprazzo di tecnica pura. E poi davanti, quello che sembra essere forse l’unico vero problema dell’Avellino in questo momento: il gol. Detto già dei tanti legni colpiti da inizio campionato, c’è da fare i conti con un Maniero sempre troppo lontano dalla porta ma che dal punto di vista dell’impegno e della lotta assolutamente non è venuto meno. E’ normale che i tifosi si aspettino le reti da lui e Plescia, ma va rivista forse la posizione in area di rigore dei centravanti biancoverdi, abili ad accompagnare la manovra ma poco presenti negli ultimi 16 metri. Si chiede ancora pazienza, lo ha fatto Kanoutè nel post gara, lo ha detto Bove, lo ha ribadito Braglia. L’Avellino sembra essere sicuro dei propri mezzi ed una Supercar che non riesce a mettere la marcia più alta, ma la sensazione è che quando lo farà (si spera il prima possibile) saranno guai per tutti.