IL GOVERNO, LA TASSA SULLE MERENDINE E L’ORDINANZA SUPER SANTOS

IL GOVERNO, LA TASSA SULLE MERENDINE E L’ORDINANZA SUPER SANTOS

22 Settembre 2019 0 Di Sandro Feola

Alcuni dei messaggi che il secondo Governo Conte sta trasmettendo costituiscono una clamorosa zappata sui piedi dal punto di vista comunicativo. Il governo giallo rosso rischia, infatti, di passare alla storia non solo per la circostanza di vedere alleate forze politiche che, una settimana prima del giuramento, si parlavano esclusivamente nelle aule di tribunale, ma anche per essere stato il primo esecutivo a proporre di tassare le merendine.

Di Maio, Ministro degli Esteri, e il Premier, Conte

Il Ministro degli Esteri, Di Maio, evidentemente allertato da qualche esperto del suo entourage, poche ore fa ha detto che non se ne parla. Ma il danno è fatto. Ed è pure bello grosso: nell’immaginario collettivo questo sarà il governo che ha proposto di colpire i bimbi, ai quali viene reso più complicato concedersi il piacere di mangiare un Kinder Bueno. 

La portata negativa del messaggio trasmesso – per intenderci – è analoga a quello che lanciò ad avvio consiliatura la Giunta di Avellino a guida Foti quando vietò “giochi di qualsivoglia genere, che possano arrecare intralcio, disturbo o danni ai beni pubblici o privati.” Legittima e forse necessaria, ma in men che non si dica, diventò mediaticamente “l’ordinanza Super Santos” e l’Huffinton Post, tra gli altri, titolò: “Il sindaco di Avellino “blocca” le partitelle di pallone in strada”.

Ovviamente la percezione che la gente ha di un esecutivo, nazionale o locale che sia, matura e prende forma anche e soprattutto in ragione di ciò che questo produce durante il mandato. Tuttavia la prima impressione conta, e non poco. E può condizionare significativamente il giudizio finale dell’elettorato.

Occhio, dunque, a ciò che viene trasmesso all’esterno quando si muovono i primi passi. Ad ogni livello, tanto ad Avellino quanto a Roma.