IL GIOCO DEL RUBAMAZZO – L’INTERVENTO DI NORBERTO VITALE

IL GIOCO DEL RUBAMAZZO – L’INTERVENTO DI NORBERTO VITALE

17 Agosto 2019 0 Di La redazione

Non è semplice spiegare cosa ha impedito la composizione delle commissioni consiliari del comune di Avellino.

E’ il terzo stop per un adempimento considerato invece prioritario: la nomina delle commissioni è infatti collocata d’ufficio e per legge nell’ordine del giorno della prima seduta del consiglio comunale eletto: c’è l’insediamento del consiglio e subito dopo il voto che fa nascere le sette commissioni consiliari. E’ un adempimento che viene prima delle dichiarazioni programmatiche del sindaco eletto e questa precedenza è sostanziale: serve a mettere in chiaro chi rappresenta la maggioranza e chi l’opposizione in un luogo istituzionale che ha il compito di incardinare anche in dissenso le questioni sulle quali il consiglio comunale esprimerà poi le sue valutazioni e il suo voto. Più complessivamente, altro che la presidenza del consiglio, le commissioni consiliari sono organismi che in particolare tutelano le minoranze: in questa sede passano tutte le carte, e dunque tutti i dettagli, che andranno a comporre le singole deliberazioni di competenza del consiglio comunale e in questa sede sono sottoposte a verifica anche impegnativi atti sindacali e di giunta.

Non è facile spiegare perché un adempimento così funzionalmente importante per la pubblica amministrazione non sia stato ancora evaso dal consiglio comunale di Avellino. Ufficialmente l’inghippo sarebbe stato originato dalla spaccatura all’interno del gruppo del M5s dove uno dei due consiglieri, Luigi Urciuoli, si considera facente parte della maggioranza programmatica a differenza di Nando Picariello, che resta invece ancorato saldamente all’opposizione. Se Urciuoli fa parte della maggioranza, nelle Commissioni va calcolato tra i tre componenti che può esprimere la maggioranza e non tra i due che esprimono le minoranze. Nel frattempo è intervenuto il parere comunque non vincolante del Prefetto secondo il quale Urciuoli è da considerare un consigliere d’opposizione. Le opposizioni, che in ogni commissione hanno diritto a due componenti, scaricherebbero volentieri Urciuoli sulla maggioranza (ci sarebbe un posto in più per loro tra i due che le toccano) ma a loro volta non riescono del tutto a far quadrare i conti tra loro. Tutto questo avviene mentre mercoledì e giovedì prossimi il consiglio comunale, senza alcuna istruttoria perché le commissioni non ci sono, sarà alle prese con gli equilibri di bilancio e il piano di rientro.

Come interrompere questo che sta diventando una sorta di gioco al rubamazzo? Il sindaco, che non ha responsabilità su quanto sta accadendo, può fare chiarezza ripetendo a chiare lettere, se non ha cambiato idea, ciò che ha già detto: non c’è alcuna intenzione o progetto di allargare la maggioranza sancita dal voto del 9 giugno. Oltre che a togliere alibi a tutti, non vedo altro modo per uscire dal pantano.