IL DURO LAVORO DEL COMMISSARIO PD! – di Norberto Vitale

IL DURO LAVORO DEL COMMISSARIO PD! – di Norberto Vitale

29 Luglio 2019 0 Di Norberto Vitale

Alla vigilia del consiglio comunale di Avellino che si confronterà sulle dichiarazioni programmatiche del sindaco, si insedia il commissario straordinario del Partito Democratico. La nomina di Aldo Cennamo, ex parlamentare che viene dalla storia del Pci-Pds, è stata accolta da tutte le componenti con valutazioni positive. Non lo attende un lavoro facile. Dovrà necessariamente mediare ma dovrà anche essere deciso e determinato ad incardinare la mediazione nella chiarezza. Non si tratta più banalmente di ridurre a più miti consigli e a questa o quella convenienza le due anime del partito che si sono ritrovate su fronti opposti nelle elezioni amministrative di Avellino.

Si tratta di proiettare questo dato acquisito dentro l’orizzonte politico del Partito Democratico di Nicola Zingaretti. Da dove può ripartire se non dalla elezione di Gianluca Festa la ricomposizione del Partito Democratico? Questo non vuol dire consegnare a Festa piuttosto che a Del Basso de Caro la spada di Brenno che i vincitori mettono sul piatto della bilancia. Né Festa può pretenderlo. E nemmeno si tratta di far diventare la nuova amministrazione di Avellino la chiave della ricomposizione. Sono due percorsi paralleli ma separati che hanno in comune delle necessarie interferenze che possono aiutare entrambi se fanno riferimento ad un confronto dialettico o possono avvelenare entrambi se si nutrono di veti e contro veti. Facciamo un esempio. Il sindaco dirà nelle sue dichiarazioni programmatiche “Stop al consumo di suolo”: è o non è questa una politica che il Pd deve sostenere? E se la sostiene, il Pd sarà più facilmente nelle condizioni di elaborare una politica urbanistica, della mobilità, per l’area vasta, per i link che grazie alla elettrificazione della tratta ferroviaria Napoli-Salerno-Avellino-Benevento fanno rientrare il capoluogo clamorosamente ed anche inaspettatamente dentro il progetto dell’Alta Velocità da una parte e dell’Alta Capacità dall’altra? Su questo tipo di problemi si ricava la qualità del confronto e del dibattito interno che il Pd ha smarrito da diversi anni a questa parte. Poi ci sono i congressi, le candidature, le legittime ambizioni di questo o quello. Ma senza questa resipiscenza, l’inutile guerra interna tra vecchi notabili e nuovi cacicchi, non potrà che continuare.