IL DIARIO POLITICO – 15 LUGLIO 2019

IL DIARIO POLITICO – 15 LUGLIO 2019

15 Luglio 2019 0 Di Norberto Vitale

Non siamo ad un punto di svolta, ma le cose cominciano a marciare.

L’iniziativa assunta dal sindaco Gianluca Festa, che abbiamo seguito in una diretta a partire dalle 10:00 che ha fatto il pieno degli ascolti (lo dico per sottolineare non meriti ma per segnalare quando sia largo e diffuso,  l’interesse oggettivo di migliaia di persone che ci hanno seguito da casa o in diretta Facebook) ha sortito l’indubbio merito di aver aggiunto, dopo la ammissione al concordato in bianco di Sidigas e la nomina dei commissari giudiziari e del custode giudiziario, un altro importante tassello circa i destini delle società sportive, la Scandone e l’Us Avellino, coinvolte nelle vicende imprenditoriali e giudiziarie di Sidigas.

Questo tassello consente di sgomberare il campo da alcuni interrogativi ed equivoci che più o meno legittimamente ma non sempre razionalmente e realisticamente, occupavano il campo fino a prima di stamattina.

Intanto, Sidigas conferma il passo indietro annunciato nel comunicato del 3 luglio scorso: usciamo da basket e calcio e in attesa di eventuali manifestazioni di interesse per rilevarli.

Questa conferma consente di rendere visibile ufficialmente l’interlocutore di chi volesse rilevare una delle due società sportive: a valutare le offerte di acquisto che perverranno non sarà Mauriello o Sidigas, ma sarà il custode giudiziario, Francesco Baldassarre insieme ai commissari guidati dal professor Nicola Rascio ad accettarle e valutarne la congruità. Da questa punto di vista, c’è la certezza riferita in conferenza stampa sia da Mauriello che da Festa. Il sindaco h riferito infatti anche di un colloquio con Baldassarre nel quale il custode giudiziario ha formalizzato al sindaco la sua dichiarata intenzione di essere pronto a valutare le eventuali offerte che arriveranno sul suo tavolo.

Per quanto riguarda la Scandone, fino a pochi giorni fa in predicato di essere cancellata dopo 71 anni, la buona notizia, se così possiamo chiamarla, è che il sindaco si è sentito con il presidente della Federazione Petrucci al quale ha chiesto che nella riunione del consiglio federale in programma domani mattina, venga accettata la pre iscrizione della Scandone al campionato di Serie B. Dunque, di concedere un po’ di respiro ad una società che ha illustrato al meglio il basket italiano nei suoi 19 anni consecutivi di permanenza in Serie A1: i bilanci della Scandone non sono entusiasmanti, anzi però, così è stato detto, ci sono bilanciamenti da fare che consentirebbero di trovarsi di fronte ad un quadro economico meno pesante di quello previsto. Ma la situazione non deve essere comunque semplice se proprio il sindaco ha lanciato un appello per la Scandone annunciando la creazione di un conto corrente dedicato presso il quale chi vuole potrà far pervenire il suo contributo, dopo che il sindaco aveva aperto la lista con la sua donazione personale di 20 mila euro grazie alla quale la Federazione avrebbe sentito il dovere di frenare in attesa degli ulteriori sviluppi. Sempre per la Scandone, il sindaco ha tenuto personalmente ad escludere eventuali wild card concesse a squadre che verrebbero ad Avellino, e con altro nome, a disputare il campionato di Serie B. Festa ha detto di considerare la Scandone, al pari del calcio, monumenti della passione sportiva e civile che una comunità deve difendere proprio considerandoli tali e perché tali li considera.

Nel corso della conferenza stampa c’è stato anche una sorta di lavacro al quale è stato sottoposto dai tifosi presenti nell’aula di Piazza del Popolo il presidente Claudio Mauriello. E’ stato a tratti un incontro molto duro. Mauriello, che anche per i suoi trascorsi di tifoso della curva doveva essere il garante dei tifosi, sarebbe diventato complice di De Cesare per aver taciuto la crisi Sidigas che a sua volta avrebbe riverberato i suoi effetti sull’Us Avellino e sul basket. Dal 21 giugno questa crisi era esplosa ma soltanto i primi giorni di luglio Sidigas annunciò come si stavano mettendo le cose. Con molta presenza di spirito, Mauriello ha spiegato che di fronte a certi accadimenti, è necessario riflettere e calibrare le decisioni: nessun ritardo colpevole nessun tentativo di insabbiare o depistare. Semplicemente il dovere di guardare alla cosa nella sua complessità prima di intraprendere iniziative ed assumere delle posizioni pubbliche. Non gli si può dare tutti i torti: con 200 posti di lavoro che cominciano a traballare, con la richiesta di fallimento della Sidigas chiesta dalla Procura, con il successivo sequestro di beni per 97 milioni di euro chi è oggetto di questa sorte di tsunami avrà un po’ di pensieri da fronteggiare e da districare.

Questo lavacro che si è consumato stamattina ha avuto comunque il merito di svelenire di quel tanto una situazione che aveva raggiunto gradi di ostilità e di bellicosità molto accentuati. Dal canto loro i tifosi confermano di sentirsi ed essere stati traditi, hanno forse cominciato a capire che quella tempestività di informazioni loro dovuta non poteva essere così automatica perché stava dentro una situazione più complessa, e in ogni caso confermano di non gradire, per usare un eufemismo, la permanenza di De Cesare e di Mauriello alla guida della Scandone e dell’Us Avellino. Ma siamo nella classica situazione di Giorgio (Sidigas) che se ne vuole andare e del Vescovo (i tifosi) che vogliono mandarlo. Mi pare che su questo versante non ci siano soverchi dubbi: Sidigas è fuori. Il fatto poi che, come annunciato sia dal sindaco che dallo stesso Mauriello, in attesa di acquirenti che si rivolgeranno agli organismi nominati dal tribunale fallimentare, Sidigas faccia richiesta alla Procura di sbloccare alcuni dei beni sequestrati per ricostituire un minino di società sportiva che per quanto riguarda l’Avellino Calcio ha nel suo attuale organigramma soltanto il presidente, serve soltanto a non peggiorare le sorti della prossima stagione agonistica in Serie C ma non significa alcuna possibilità che questo faccia Sidigas alle gestione della società di calcio. Anzi. Direi che mi sembra questa piuttosto una assunzione di responsabilità in attesa degli eventi successivi e comunque resta da verificare quanto questa richiesta possa essere ritenuta sufficientemente motivata dalla Procura che ha emesso il decreto di sequestro. In ogni caso la decisione deve essere assunta in sede di Riesame dal Gip competente. Il confronto diretto tra i tifosi e Mauriello, che in verità non ha mai del tutto travalicato i confini della civiltà, nel quale Mauriello ha difeso a spada tratta Gianandrea De Cesare, “Non troverete mai uno che ami questa città come De Cesare”, si è concluso in maniera estremamente civile, nella chiarezza di posizioni distinte. Di questo svelenimento, bisogna ringraziare il sindaco che lo ha provocato (nella lunga discussione che ha avuto nella sua stanza con Mauriello deve averlo sollecitato a passare per le forche caudine della rabbia e della delusione dei tifosi) e va ringraziato lo stesso avvocato Mauriello che non si è sottratto a questa anche dura prova.

Insomma, qualcosa di significativo oggi si è mosso.

Come abbiamo già ricordato, non si aprono improvvise autostrade per il basket e per il calcio. Certamente, soprattutto per quel che riguarda il calcio, si esce dal vicolo cieco nel quale sembravano essere finiti.

Da oggi, mentre commissario e custode giudiziari cominciano il loro lavoro, il terzo e forse definitivo tassello deve essere messo da chi intende rilevare la società di calcio e quella di basket.

Festa ha lanciato più volte nel corso della conferenza stampo l’appello a farsi avanti e ha anche aggiunto di essere a conoscenza di imprenditori che avrebbero questa intenzione. Chi vuol farlo, da oggi ha un interlocutore istituzionale al quale rivolgersi e per parte sua il sindaco si è soltanto augurato, fin quasi a pretenderlo, che si tratti di gente seria, motivata, con disponibilità economiche sufficienti che riaprano con maggiore continuità del passato un possibile ciclo. Ben che il calcio non sia una scienza esatta, e dunque può riservare sempre e comunque delle sorprese positive anche se il quadro di partenza le escluderebbe, non si potrà che ripartire con grande umiltà e senso della misura. In pratica l’obiettivo dichiarato sarà quello di salvare intanto la categoria nella prossima stagione agonistica. Poi il calcio si confermerà scienza non esatta e, ci mancherebbe, non potremmo che prenderne atto positivamente.