IL COMPLICATO PASSO D’ADDIO DI UGO GRASSI! LA NOTA DI NORBERTO VITALE

IL COMPLICATO PASSO D’ADDIO DI UGO GRASSI! LA NOTA DI NORBERTO VITALE

28 Settembre 2019 0 Di Norberto Vitale

Titolo: Il complicato passo d’addio di Ugo Grassi!
Mi sono sempre chiesto cosa avesse spinto un accademico di vaglia come il professor Ugo Grassi, di cui ho direttamente sperimentato la vivida ed anche spiazzante verve intellettuale, ad abbracciare un Movimento in cui c’è una quota consistente e più che in altri partiti di analfabeti funzionali; un movimento antisistema che non ha un sistema con cui sostituire quello che nel frattempo ha mandato a quel paese; che per anni e fino all’altro ieri ha utilizzato il manganello come strumento privilegiato del dibattito politico.
Il senatore Grassi ha fatto la sua parte. Suo malgrado, ne sono certo, ha messo la sua firma in calce ai documenti che di volta in volta la deputazione irpina sottoscriveva, chiamando morti viventi i sindaci che si preoccupavano della Stazione Hirpinia; accusando di collusioni clientelari e sprecone quelli che sono scesi in piazza contro lo stop della Lioni-Grottaminarda; condividendo la gogna mediatica delle Vele ad Avellino e senza dire una parola sulla sciagurata strategia politica imposta al comune di Avellino dal sottosegretario Carlo Sibilia senza la quale oggi Vincenzo Ciampi sarebbe ancora sindaco. A Roma il professore si era anche applicato a formulare la ipotesi rivelatasi strampalata e infondata di messa in stato di accusa del presidente Mattarella, invocata da Di Maio per il no del Quirinale a Paolo Savona al ministero del Tesoro. Oggi Grassi prende le distanze dal Movimento, ed anche da se stesso, dimettendosi da capo gruppo in commissione Affari Costituzionali, dichiarando incostituzionale la clausola antidefezione di 100 mila euro per chi dovesse lasciare il Movimento o esserne cacciato ma soprattutto perché, dice, nel Movimento non c’è democrazia, non si premia la competenza, funzionano più che altrove i cerchi magici a cominciare dalla Casaleggio Associati. E’ vero che l’articolo 67 della Costituzione sancisce che ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. Sfugge però cosa sia stato imposto al senatore Grassi che lo stesso non abbia nel frattempo ufficialmente condiviso. L’unica cosa che capisco è che, sia pure a scoppio ritardato, il professore, come molti altri nel Movimento, scopre di essere stato arruolato in un partito senza democrazia tanto, lo dice lui, da non dormirci la notte. Tutto il rispetto per quelle che saranno le decisioni e le scelte del senatore Grassi, ma se la riacquistata serenità dovesse passare per un salto della quaglia, nobilitato dal richiamo alla Costituzione, ci deluderebbe come l’ultimo dei peones alle prese con il mutuo.