IL CENTROSINISTRA DEI FATTI SUOI

IL CENTROSINISTRA DEI FATTI SUOI

5 Luglio 2018 0 Di Sandro Feola

Ognuno va per i fatti suoi. Volendo sintetizzare in poche parole le dinamiche del centrosinistra avellinese, potremmo metterla così, rendendo in maniera efficace una realtà mai così confusa, astrusa, caotica, per certi versi, bizzarra.

Qualcuno potrebbe obiettare che non c’è nulla di cui meravigliarsi. In fondo, la coalizione, suo malgrado, ruota intorno ad un Partito democratico che non riesce ad emergere dal pantano delle sue correnti, dalla conflittualità patologica di chi non si cura delle catastrofi delle ultime due tornate elettorali e continua imperterrito una ormai patetica guerra per accaparrarsi le ultime poltrone rimaste; un partito affollato da un manipolo di azzeccagarbugli, che va in giro, agitando scartoffie, ad urlare la sua verità su tesseramenti, regolamenti, e congressi, che interessano alla gente comune più o meno come la scissione dell’atomo di uranio.

Nello Pizza

In tutto questo, un malcapitato Nello Pizza, che ha la fortuna di essere del tutto distaccato da queste dinamiche, le sta tentando tutte per dare alla compagine un minimo di unità. Supponiamo (e per certi versi auspichiamo) che il penalista sia mosso dalla convinzione – peraltro difficilmente non condivisibile – che occorra costruire il domani partendo da una opposizione ben strutturata, unita il minimo sindacale, concentrata sui problemi delle persone, attenta a cogliere ed evidenziare le tante contraddizioni che ancora prima di nascere già caratterizzano il nuovo governo cittadino a 5stelle.

Giuseppe Di Guglielmo

In questo potrebbe dargli una mano il giovane segretario provinciale, Di Guglielmo, che dovrebbe, però, cominciare a dare segnali di esistenza in vita. Convocando, ad esempio, la neoeletta Direzione provinciale del partito. Affinché discuta, si confronti, e si esprima sulle questioni all’ordine del giorno. Anche a costo di nuovi scontri, e di nuovi abbandoni. Anche a costo del sangue e della propria poltrona.

Anche perché rassegnarsi ad essere alla guida di un gruppo agguerrito di opportunisti alla ricerca di un po’ di visibilità sarebbe avvilente per un segretario che ha, invece, qualità per tentare di risollevare le sorti del suo partito.