IIA, SPECCHIO DI UN PAESE “PROVVISORIO”! – LA NOTA DI NORBERTO VITALE

IIA, SPECCHIO DI UN PAESE “PROVVISORIO”! – LA NOTA DI NORBERTO VITALE

15 Giugno 2019 0 Di La redazione

E’ diventato una sorta di tormentone quando a proposito di IIA parliamo di ultima chiamata.  La prossima cadrà il 18 luglio, esattamente sei anni dopo la chiusura dello stabilimento di Valle Ufita decisa dal mattino alla sera da Fiat. Da allora si sono succeduti sei governi e sette ministri. Basterebbe questo a spiegarsi perché il nostro Paese arranca e di brutto in Europa: non si tiene in piedi una crisi aziendale per sei anni, per di più in un settore produttivo strategico e potenzialmente in grado di diventare un assett nazionale, senza riuscire né a chiuderla né a decidere di mollare. E’ il segnale di un Paese e di una classe dirigente approssimativi e inadeguati che sanno dare fondo, tra un rinvio e l’altro, soltanto alle trombe della propaganda. Sei anni, sei governi e sette ministri dopo siamo più o meno al punto di partenza.  L’ultimo capitolo lo ha scritto questo governo che ha sollecitato la nascita di una società nella quale il soggetto pubblico, attraverso Leonardo e Invitalia, detiene la maggioranza con poco più del 50%, con l’altro socio Karsan al 20. Il 30 gennaio scorso il governo si era impegnato a ricercare, entro luglio, un quarto socio a cui consegnare, dietro versamento di 9 milioni, la restante quota del 29,95%. Non s’è visto nessuno e non sembra destinato a materializzarsi qualcuno nell’incontro del 18 luglio al Mise. Né si conosce l’oggetto dell’incontro che i sindacati reclamavano da tempo. Oggetto: Convocazione Incontro: questo è scritto nella comunicazione firmata dal vice capo di Gabinetto di Di Maio, Giorgio Sorial. Anche il precedente incontro, finito con l’ennesimo nulla di fatto, era stato annunciato con la stessa genericità.  Ultima chiamata o piuttosto penultimo passaggio a vuoto? Vedremo se il maggiore azionista pubblico annuncerà di voler dare una sterzata intanto accelerando la ristrutturazione dello stabilimento, che procede a spizzichi perché non sono disponibili le risorse che servirebbero; se all’orizzonte si intravede Babbo Natale; se e come si intendono garantire gli ammortizzatori sociali ai lavoratori. Ma soprattutto una cosa: se verrà disinniscata l’intenzione sottoscritta a verbale da Invitalia di uscire dalla società e farsi restituire dalla stessa l’investimento che ha prodotto nel caso, entro luglio appunto, non si sarà proceduto al completamento della compagine sociale con l’arrivo del quarto socio. All’incontro del 18 luglio manca più di un mese. Se le cose resteranno quelle di oggi, come tutto purtroppo lascia prevedere, per gli operai di Valle Ufita l’autunno sarà molto duro.