I SEGRETARI CI PROVANO MA IL PD VA VERSO IL CONGRESSO. L’UNITÀ È LONTANA. LE INTERVISTE

6 aprile 2018 0 Di La redazione

Quattro ore di assemblea. Una trentina d’interventi. Analisi, autocritiche, speranze e opzioni strategiche divergenti sui passi da compiere nell’immediato futuro. È la foto del Pd irpino nell’assemblea autoconvocata dai segretari dei circoli di Ariano e Montoro. Una foto “sfuocata” e non potrebbe essere altrimenti dopo il risultato delle Politiche. All’invito di Raffaele Grasso e Alfredo Galdieri che hanno avuto il merito, riconosciuto in maniera unanime, di aver alimentato un dibattito dal basso, hanno risposto diversi big del partito: D’Amelio, Paris, Famiglietti, De Caro, il sindaco uscente di Sant’Angelo Repole, consiglieri e amministratori, riferimenti di aree e liberi battitori.

La fotografia frammentata del Pd irpino, dicevamo. È la stessa che potrebbe ritrarre in questa delicata fase di transizione il Partito nazionale, dall’identità in bilico dopo il voto, ma con una differenza sostanziale: che a Roma l’assemblea per la scelta di un nuovo Segretario o di Primarie si celebrerà il 21 aprile; ad Avellino il congresso provinciale avrà luogo il giorno 20.

Il confronto in via Tagliamento proseguiva, molto partecipato, quando da Roma arrivavano ulteriori conferme. Il dibattito irpino si è concluso con la sottoscrizione di un documento firmato dai segretari favorevoli, in cui s’invoca un rinvio del congresso e l’affidamento della gestione del partito ad un coordinamento di segretari di circolo composto da 5 persone. In altri tempi si sarebbe etichettata l’operazione come la nascita di una corrente di base (e non è escluso che non lo sia e non partecipi effettivamente al Congresso). Ma procedendo con ordine: il documento sottoscritto sarà inviato ad Ermini. Da ambienti vicini al Commissario trapela che questi ne vaglierà attentamente il contenuto, a due giorni dalla presentazione delle liste, tuttavia, non ci sarebbero possibilità di retromarcia. D’altronde, anche nell’assemblea molti segretari hanno argomentato pro-congresso, evidenziando sì errori e lacune nella gestione, ritenendo comunque non procrastinabile il confronto sulle idee – e non sulle tessere – unica strada possibile per una rinascita, anche a cavallo di delicate elezioni amministrative delicato come nel Capoluogo.

In realtà è proprio su questa vicenda che si sta consumando la vera partita. L’ipotesi unità, da più parti evocata, sembra destinata a non prendere corpo se collegata al percorso che il partito compirà in vista delle comunali.  Le visioni tornano a divergere su alleanze, metodi per la scelta dei candidati o candidati stessi, De Caro ad esempio ha ribadito il suo no alle primarie. Sono ostacoli che appaiono attualmente insormontabili.

Da registrare, ancora, c’è la disponibilità a ricoprire il ruolo di segretario provinciale offerta dall’onorevole uscente Valentina Paris che, tuttavia, ha auspicato larga condivisione e che nei discorsi di De Caro e di molti segretari non si è appalesata. Senza contare che altrove, altri pezzi di Pd si riunivano per dire no al congresso o comunque mettere in piedi altre mozioni congressuali.

Tornano in via Tagliamento, Rosetta D’Amelio nel suo intervento ha voluto confermare l’anomala procedura della sua esclusione dalle candidature – con il partito nazionale “scomparso” rispetto all’iniziale indicazione della sua discesa in campo nel collegio Alta Irpinia – ma ha ribadito il suo legame viscerale con i dem invocando l’espulsione di coloro che hanno apertamente dichiarato di aver tradito. “Non indicherò miei referenti nelle candidature alla carica di segretario” ha poi aggiunto D’Amelio, invitando tutti ad elevare il dibattito. Per De Caro se congresso sarà “Ben venga anche una proposta dei segretari”.

Nelle prossime ore il dibattito, almeno è questa la sensazione, subirà un’accelerazione nonostante l’ultimo tentativo dei circoli. Lunedì alle 18.00, termine ultimo per la presentazione delle candidature al congresso provinciale, la foto del PD irpino sarà meno sfuocata.