I PRETI FERITI SONO MIEI MIGLIORI AMICI

28 marzo 2018 0 Di Anna Guerriero

I preti feriti sono miei amici,

non potrei che desiderarne di così.

Che farmene di preti «tutti-d ‘un-pezzo»!

Uomini e cuore duplicato e senza difesa, né alcuna protezione.

Eppure suda sangue,quel cuore espanso.

Uomini e un’alleanza che si consuma nella carne,

tra l’attimo e il sempiterno.

Ed essi, nel mezzo, non hanno che solitudine.

Si accampano al bordo di questa marea caotica,

soffocano e non sono di nessuno.

Tra le mani, hanno solo la polvere che mangiano, per rialzarsi.

È pesante la loro libertà. Le loro ginocchia.

“Schiavi” di unincorporeo Presente: resistergli è impossibile.

L’Amore e i ventuno caratteri del suo alfabeto,

scorrono in quei corpi e nei propri difetti.

Catene invisibili si attaccano alle mani, ai piedi, ai fianchi,

quando vorrebbero appoggiarsi, prendersi, mescolarsi.

È la paura di non essere più sicuri.

Di non essere potenti.

Di aver sbagliato a cercare un contatto, ancora una volta.

Amore non consumato li consuma.

Piangono e sanno di essere vivi. Come gli appena nati.

E la pietà di un guanciale cui abbracciarsi nelle notti in cui voi sentite freddo.

Non chiamateli sciagurati, miseri, o addirittura semidei, eroi!

Voi non sapete ciò che fate.

Non abbiate pietà per essi.

Non commiserateli.

Sono maledetti.

Tornano sempre da dove sono venuti.

Essi sono il dramma sacro del loro Padrone:

l’Amore li crocifigge e tutti vanno via con la loro pelle.

I preti feriti sono i miei migliori amici.

 

AVP