I MIGRANTI E IL SOSTEGNO IPOCRITA DEI BUONISTI DA TASTIERA

I MIGRANTI E IL SOSTEGNO IPOCRITA DEI BUONISTI DA TASTIERA

1 Febbraio 2019 0 Di Sandro Feola

Se un essere umano rischia di annegare va soccorso. Non importa se chiaro o di colore, uomo, donna o bambino. C’entra poco se è grande o piccolo, maggiorenne o minorenne. Un essere umano che voglia dirsi tale, e che voglia distinguersi dalle altre specie animali, non esita, aiuta chi è in difficoltà senza tentennare. E non c’entrano il credo politico e la fede religiosa: è solo un fatto di umanità. E di civiltà.

Ma un essere umano, che voglia definirsi tale, che voglia essere davvero solidale con chi vive in condizioni di difficoltà, concilia la indignazione per il mancato soccorso in mare, che si consuma a centinaia di chilometri di distanza, con l’aiuto concreto dato a chi gli è prossimo. A chi incontra quotidianamente lungo la propria strada, a chi patisce condizioni di disagio e vive sullo stesso pianerottolo, bianco, giallo o nero che sia, italiano o straniero che sia.

Sono tanti quelli che si indignano per i porti chiusi, ma sono al contempo meschinamente indifferenti nei confronti di chi, ad esempio, tenta disperato di vendere una rosa per rimediare del cibo; troppi quelli che inveiscono contro le politiche sui migranti, di Minniti prima e di Salvini poi, ma non nascondono tutto il loro fastidio quando un senzatetto si accampa sotto il portone di casa propria. E troppi sono quelli che frequentano assiduamente i social per intasarli di moralismi di ogni tipo, ma non hanno mai messo piede, per dare una mano, in una mensa della Caritas, né hanno mai rinunciato per gli altri a qualcosa di significativo che non siano gli spiccioli tenuti in tasca.

Facile essere buoni, altruisti e antirazzisti a distanza. Costa caro, invece, esserlo autenticamente, con i fatti e non solo con le chiacchiere, con un impegno concreto, duraturo, e non solo con post su Facebook o Instagram. Per i “migranti” di ogni genere che sono nella propria vita, e non a 500 o 1000 chilometri di distanza. Insomma, uomini veri, non grotteschi buonisti da tastiera.