I ‘GIOCHETTI’ DI DI GUGLIELMO E L’AUTENTICITÀ DEL PD

I ‘GIOCHETTI’ DI DI GUGLIELMO E L’AUTENTICITÀ DEL PD

18 Ottobre 2018 0 Di Sandro Feola

Niente giochetti, dice il segretario del PD, Di Guglielmo, ai microfoni di ITV. Ma i giochetti ci saranno. Eccome se ci saranno. Vignola, candidato alla presidenza dell’Amministrazione provinciale, cerca e parla con tutti, è vero. Ma la questione non è personale, è solo politica. E in ogni caso vale anche per il sindaco di Solofra l’antico adagio “gli amici si fanno in tempo di pace”: cercarli in tempo di guerra serve a poco. Anzi, irrita gli interlocutori, che potranno pure accettare il confronto per quella forma di cortesia che si deve a chiunque faccia politica, ma da qui a votarlo e farlo votare ce ne corre.

Gianluca Festa

Difficile immaginare che il nutrito gruppo di amministratori che fa capo a Gianluca Festa possa votare il candidato “di coalizione”, che tradotto dal politichese irpino significa voluto e forse imposto da Ciriaco De Mita. Con la debacle al comune di Avellino, il leader di DavVero ha capito, infatti, che le alchimie di palazzo organizzate a Nusco non pagano da nessun punto di vista, né politico né elettorale. Sa bene che l’elettorato non le comprende, a maggior ragione se a votare sono solo gli amministratori, che di accordi presi a loro insaputa non ne vogliono più sentir parlare.

Rosetta D’Amelio

Difficile immaginare, come ha supposto la Presidente D’Amelio su ‘La Nuova Irpinia’, che quella parte di centrosinistra raccolta intorno a Proposta Civica voti Vignola. Non solo perché uno di questi, l’on. Alaia, ha già detto che sostiene Biancardi, ma perché non avrebbe senso candidarsi altrove per contestare un metodo, per poi votare il candidato presidente scelto con il metodo che si contesta.

Giuseppe Di Guglielmo

Niente giochetti, dice Di Guglielmo. Ma quelli che si vanno prefigurando non sono tali: sono solo le conseguenze di un Pd che continua, nonostante un segretario giovane e di qualità, a vivere in un pantano che è diventato maleodorante anche per quei sindaci, assessori e consiglieri comunali che andranno al voto il 30 ottobre. Vignola potrebbe pure spuntarla per qualche centinaio di voti, ma è evidente che i Dem di ogni ordine e grado devono decidersi a rifondare se stessi. A trovare il coraggio di combattere una battaglia che finalmente sappia di autenticità. Altrimenti i “giochetti” continueranno ad essere sempre gli stessi. E a chi è causa del suo mal – ricorda un altro vecchio adagio – non resterà che piangere se stesso.