HARAKIRI A BARI, FIGURACCIA E STRISCIONE. E’ TEMPO DI GUARDARSI SUL PETTO

HARAKIRI A BARI, FIGURACCIA E STRISCIONE. E’ TEMPO DI GUARDARSI SUL PETTO

21 Dicembre 2020 0 Di Pellegrino Marciano

Ci si aspettava qualcosa di diverso, senza dubbio, da un Avellino che a Bari ci arrivava con una forte iniezione di fiducia dopo le tre ottime prestazioni con Bisceglie, Ternana e Monopoli, con due vittorie in tasca e 9 gol realizzati. Un Avellino che aveva convinto un po’ tutti gli addetti ai lavori e aveva preparato, sembrava, a puntino il big match contro un Bari che sembrava anche per certi versi alla portata, viste le assenze importanti e il pareggio interno contro la Vibonese. Il 4-4-2 inoltre aveva dato ai lupi certezze ed equilibrio, da sfruttare senza dubbio in un momento positivo proprio al San Nicola. Gli stimoli di classifica c’erano tutti. Il Catanzaro e il Teramo avevano pareggiato, sul Bari si poteva accorciare o almeno lasciare tutto inalterato. Ma si poteva anche perdere, in casa di una delle corazzate, questo è lecito. Ma così no. Proprio no.

13 minuti di buon Avellino, un paio di occasioni importanti per spaventare i pugliesi e poi il black out. Aloi perde una palla maledetta (ci sarebbe fallo) al limite dell’area e Marras fa 1-0. La luce si è praticamente spenta lì, perché poi Silvestri e Miceli pasticciano, Celiento fa il 2-0 e mette la parola fine sul match già al 16’. Il 3-0 arriva su rigore al 25’ e il poker di Antenucci al 41’. Emerge dalla debacle del San Nicola un Avellino senza personalità dopo il primo gol subito. Emergono delle lacune evidenti nella rosa e magari anche nella gestione della stessa. Emerge un atteggiamento piuttosto discutibile in alcuni elementi che probabilmente ancora non hanno capito quanto sia bello ma allo stesso tempo pesante giocare per l’Avellino.

Un assaggio lo si è avuto al ritorno da Bari, quando la squadra si è vista sbattere in faccia uno striscione con una sola parola: “Vergogna!”. La sfida contro il Bari è da sempre sentita da queste parti e una figuraccia simile, 4-0 nel primo tempo, non si era quasi mai vista. E’ vero che si è a tre punti dal terzo posto, ma è pur vero che è arrivato il tempo di cominciare a fare sul serio, ma non dal punto di vista tecnico, perché in Serie C non si pretendono belle giocate o tocchi sopraffini. E’ tempo di tirare fuori veramente gli attributi mostrando di valere gli sforzi fatti dalla proprietà. E’ tempo di dimostrare di essere da Avellino.