GROTTAMINARDA E LA PROPRIETA’ DEI POVERI!

GROTTAMINARDA E LA PROPRIETA’ DEI POVERI!

18 Luglio 2018 0 Di Norberto Vitale

Il Post Scriptum di Norberto Vitale dedicato all’ordinanza anti accattonaggio del comune di Grottaminarda.

Un segno dei tempi viene da Grottaminarda, una comunità storicamente aperta e accogliente anche per il fatto di essere composta da gente di Via Nova, nel caso la statale 90 delle Puglie che per secoli ha fatto di Grottaminarda un crocevia obbligato per chi scendeva al Sud e chi saliva al Nord. Una centralità che la Stazione Hirpinia dell’Alta Capacità conferma anche ai giorni nostri. Essere attraversati da certe strade è come avere il mare: si cresce e si impara prima di quelli che vivono sui cucuzzoli; dove ci sono strade che ti attraversano e dove c’è il mare, crescono naturalmente comportamenti tolleranti e si coltiva meno il pregiudizio. Si impara a convivere meglio e con minor paura.

Sta di fatto che a Grottaminarda hanno fatto un’ordinanza anti accattonaggio, che prevede multe da 50 a 300 euro per chi viene sorpreso ad elemosinare davanti ai negozi, nei pressi del cimitero, durante le feste e i mercati. Chiedere l’elemosina non è reato. E’ stato abrogato nel 1999, persistono però alcuni aspetti penali che lo fanno (ri)diventare reato quando diventa richiesta molesta se non proprio aggressiva. Non ho notizia di elemosinanti molesti a Grottaminarda, in genere sono ragazzi di colore ospitati nei centri di accoglienza che ricevono una diaria di 3 euro al giorno: sono arrivati vivi in Italia e hanno la speranza di andarsene al più presto. Chiedono una monetina senza puntarti la pistola in faccia e a volte soltanto tendendo la mano. Nè ho notizia di connessioni illegali e criminose di questi ragazzi né di reati commessi. A Grottaminarda, come ci dicono i controlli dei carabinieri, c’è un fiorente diffuso spaccio di giovanissimi italiani per altri giovanissimi consumatori italiani: non c’è stato uno solo di questi giovani immigrati, fermato o indagato). Somiglia un po’ alla cosa che Feola ha ricordato ai dipendenti del comune di Avellino: non si sa a cosa serva. Quando li multi per 50 o 300 euro, il Comune di Grottaminarda pensa davvero di incassarli e pensa davvero che non ingombreranno più il decoro del paesaggio?

Cose tanto per fare, magari solo per strizzare l’occhio e lisciare il pelo degli sprovveduti. Con una qual certa spero inconsapevole disumanità: la povertà non può occupare spazi pubblici. Lo spazio pubblico, la strada: erano e sono l’unica proprietà che i poveri possono permettersi. Se li sparassimo, i poveri, faremmo prima. O non?