GOVERNO E LIONI-GROTTAMINARDA. UN FILO DI DECENZA, NO ? L’INTERVENTO

GOVERNO E LIONI-GROTTAMINARDA. UN FILO DI DECENZA, NO ? L’INTERVENTO

24 Agosto 2019 0 Di Norberto Vitale

Non deve scandalizzare se alla fine il Partito Democratico e il M5s riusciranno a trovare l’accordo per dar vita ad un nuovo governo, le cui possibilità di nascere crescono e diminuiscono da un’ora all’altra. Il problema sta invece nella coerenza e nella responsabilità che metteranno a disposizione di questo tentativo. Il Pd, in questo caso all’unanimità, sostiene che il peggior governo della Repubblica ha portato l’Italia sul ciglio del burrone e intende dare il suo contributo per salvarla alleandosi anche con chi fino a ieri lo definiva il partito di Bibbiena, quello che commerciava sugli affidi dei bambini. Il M5s difende a spada tratta i 14 mesi del governo e con la sua maggioranza relativa intende dettare l’agenda, ma deve fare i conti con la sua base in rivolta che chiede di essere consultata per dire sì o no ad un governo col Pd. Partendo da posizioni così distanti, occorrerà molta pazienza dentro i tempi strettissimi fissati da Mattarella per arrivare a sancire l’alleanza, chiara e governante come chiede il Capo dello Stato.

Verso la quale spingono, auspicano, sperano tutti o quasi tutti i parlamentari del M5s, allineati e coperti sulla prosecuzione della legislatura: col Pd ma anche con la Lega, pur di non tornare a casa dopo appena un anno di mandato. Anche questo non sarebbe uno scandalo a condizione di mantenere un filo di decenza che in queste ore anche il silenzio potrebbe aiutare a recuperare.

E’ un’indecenza sentire i principali artefici dello stop destinato a durare della Lioni-Grottaminarda menar vanto, rivendicare in queste ore il merito di quella decisione che ha causato contenziosi per i danni subiti dalle imprese per 10 milioni di euro che non consentono, dopo il passaggio di consegne alla Regione, di riaprire i cantieri. E’ un’indecenza sentirli dire in queste stesse ore che al più presto bisognerà sbloccare l’Alto Calore dopo aver bluffato con la carta di Cassa Depositi e Prestiti prima di chiedere la dichiarazione di fallimento per non occuparsene più fino a stamattina. Sono gli stessi che in un anno hanno risolto almeno due-tre volte la crisi di IIA. Gli stessi che volevano far fallire il comune di Avellino per 18 milioni di euro, a tanto ammonta il deficit tecnicamente detto del capoluogo al netto degli accantonamenti per i crediti di dubbia esigibilità e per il rischio contenziosi. Risparmiateci. Tifiamo noi per voi a favore di un nuovo governo, se questo servirà a farci pagare il meno possibile i disastri che qui e altrove avete combinato ai nostri danni.