GLI ONORI DI PIETRADEFUSI A CILLO, CHIRURGO DEI TRAPIANTI “IMPOSSIBILI” AL FEGATO

GLI ONORI DI PIETRADEFUSI A CILLO, CHIRURGO DEI TRAPIANTI “IMPOSSIBILI” AL FEGATO

31 Agosto 2019 0 Di Vincenzo Di Micco

Il luminare, la cui famiglia è originaria della media valle del Calore, è stato insignito della cittadinanza onoraria . Nel campo dei tumori del fegato ha salvato vite e dato nuove speranze ai pazienti oncologici

Si contano sulle dita di una mano i medici che nel mondo hanno eseguito operazioni di trapianto del fegato da donatore vivente. Tra questi c’è il professor Umberto Cillo, 57 anni, direttore dell’Unità operativa complessa di chirurgia epatobiliare e dei trapianti epatici dell’azienda ospedaliera universitaria di Padova.
Nel marzo scorso, al termine di 15 ore ininterrotte d’intervento chirurgico, utilizzando una massa di fegato pari al 20% del donatore, è stato impiantato un nuovo fegato in un paziente di 47 anni con metastasi epatiche inoperabili. Un caso unico al mondo, un’operazione d’equipe eseguita con tecniche all’avanguardia. Dopo 15 giorni, il fegato trapiantato si è rigenerato fino a diventare sufficientemente grande da sostenere la vita del paziente. L’intervento ha aperto nuove frontiere nella cura dei tumori epatici e delle donazioni.
A Pietradefusi, paese d’origine della famiglia del luminare, grande partecipazione ed emozione collettiva per il conferimento della cittadinanza onoraria. Un riconoscimento fortemente voluto dall’amministrazione comunale tutta, guidata dal sindaco Giulio Belmonte. Un paese non nuovo a personalità illustri in diversi campi, due anni fa a ricevere la cittadinanza fu l’ex questore di Napoli, Milano ed Avellino oggi vice capo della polizia Antonio De Iesu.

 

Presenti per l’occasione nell’aula consiliare di Sant’Elena le massime autorità locali e provinciali. Il prefetto Tirone, il direttore del’Asl Avellino Maria Morgante, il manager del San Pio di Benevento Mario Morgante, sindaci , medici Manu soprattutto pazienti curati e salvati dal dottore Cillo.

La serata, animata dal pianista caudino Antonio Criscuoli e condotta dai giornalisti de Il Mattino, Barbara Ciarcia e Nello Fontanella, è culminata con un raffinato ricevimento.

“Ha dato lustro alla nostra comunità, sua comunità d’origine – ha dichiarato il primo cittadino, Giulio Belmonte –  e merita di essere nominato cittadino onorario di Pietradefusi per i meriti particolari conseguiti nel campo della chirurgia oncologica d’eccellenza. Siamo fieri di annoverarlo nell’albo d’oro dei figli illustri di questa terra”.

Dal canto suo, il professor Cillo, si è detto orgoglioso ed emozionato per aver ricevuto le chiavi della città . Ad accompagnarlo anche i familiari . Alto e stimolante il suo discorso all’aula.

«Ci sono 5O mila casi in Italia di tumori del colon, i trapianti sono il futuro, ma c’ è bisogno di donazioni – spiega anche ai nostri microfoni Cillo – occorre uno sforzo in più di tutti in Italia e in Campania». Cillo nel suo intervento ha specificato come eccellenze ci siano ovunque, anche in Campania. La necessità, ovunque, è di sburocratizzare e investire. Le “teste” che vengono da qui – aggiunge – si riconoscono subito. Andare fuori è una sfida a far meglio. La migrazione non è verso il nord ma, ormai, verso l’estero. La vera America però è il Sud. Qui ci sono risorse e cose da fare che altrove non ci sono. Certo, occorre una migliore governance. Grazie a tutti per questo tuffo indietro nel tempo, a parte della mia infanzia vissuta proprio in queste luoghi, dedico a mio padre questo riconoscimento”.

In sala anche i vertici dell’Aido (associazione italiana donatori organi). Da Cillo, che ha ascoltato con emozione i racconti legati al papà medico, gratitudine profonda e applausi dall’Irpinia che oggi lo ha riaccolto.

L’intervista integrale nel corso del tg di Prima Tivvù e Telenostra delle ore 14 di lunedì 2 settembre (Canale 90 e 189 del digitale terrestre).