GLI INGORGHI DI PALAZZO CARACCIOLO

GLI INGORGHI DI PALAZZO CARACCIOLO

20 Novembre 2021 0 Di Norberto Vitale

La candidatura del sindaco di Montella, Rino Buonopane, è durata lo spazio di qualche ora. A prendere le distanze, dal metodo prima ancora che dal candidato, tutti i potenziali alleati nessuno escluso el campo di centrosinistra. Se poi aggiungi che il sindaco di Avellino, che è pur sempre del Pd, dà l’idea di andare per conto suo e che Franco Vittoria, della direzione nazionale dei Democratici, ha sparato ad alzo zero contro quella sorta di conventicola del Pd, così sostanzialmente la descrive, che ha designato Buonopane senza coinvolgere amministratori e consiglieri comunali, il cerchio si chiude malinconicamente.

Una riflessione va indirizzata agli stralunati campioni del riformismo italiano che cancellarono le elezioni dirette del consiglio provinciale. Hanno tolto ai cittadini il diritto di votare e lo hanno trasferito a sindaci e consiglieri comunali. La riforma è tutta qui. In sostanza poco e nulla è cambiato in termini di competenze dell’ente rispetto a quando i consiglieri e il presidente della Provincia venivano scelti dai cittadini. Le elezioni di secondo livello, come si chiamano, hanno introdotto grossolani e ulteriori elementi di avventurismo, scambismo, trasversalismo e individualismo politico come se non ne circolassero già abbastanza. Risultato: questa cosiddetta riforma si è rivelata una perfetta schifezza. Se c’era un ente territoriale che andava rafforzato e non picconato, questi era la Provincia.

Discende da qui il puntuale regolamento di conti e convenienze che è diventata la elezione del presidente della Provincia. Un guazzabuglio indistinto e sotterraneo nel quale si muovono trame che neanche la più decadente politica riusciva a tessere con tanta sfrontata disinvoltura. Esempi che, dopo aver tolto per la Provincia il diritto di voto ai cittadini, tolgono anche la voglia di votare. Come già fa il 40% degli elettori.