GIOVANI DI RITORNO AL MERIDIONE, SGRAVI FISCALI E GRANDI OPERE: ECCO LE ANTICIPAZIONI DI “RAPPORTO SUD”

GIOVANI DI RITORNO AL MERIDIONE, SGRAVI FISCALI E GRANDI OPERE: ECCO LE ANTICIPAZIONI DI “RAPPORTO SUD”

17 Settembre 2020 0 Di Delfino Sgrosso

E’ in uscita domani su “il sole 24 ore,” il “Rapporto Sud”, un inserto dedicato a Sardegna, Sicilia, Puglia, Calabria, Campania e Basilicata. Tra le anticipazioni, lo studio dell’impatto della Covid-19 sul mercato del lavoro. Un talento su 5, infatti, pensa di tornare in Italia, uno su 4,3 sta per tornare nelle regioni del Sud.

Si parla di South Working come di un trend in crescita, favorito tra l’altro da agevolazioni fiscali introdotte dal Decreto Crescita nel 2019 e che prevedono la riduzione dell’imponibile del 70% e del 90% se la residenza viene trasferita in una delle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia).

Per il 23% dei giovani coinvolti nell’indagine (­1 su 4,3), di varia formazione culturale ed in massima parte residenti all’estero, la COVID-19 ha accresciuto la propria propensione a tornare nel Mezzogiorno d’Italia. Così oggi per l’83% dei giovani meridionali emigrati (82% degli italiani) il desiderio di stare vicini ai propri cari viene definito “un fattore molto rilevante”.

Ma anche tra i talenti più internazionalizzati e residenti all’estero, il 28% dei meridionali e il 20% degli italiani hanno sospeso il lavoro o addirittura lo hanno perso. A questi si aggiunge il 60% che è in smart working. Inoltre positive sono le reazioni allo sgravio fiscale del 30% sul costo del lavoro per le imprese del Sud da parte del vicepresidente di Confindustria e presidente del Consiglio delle rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale Vito Grassi, che ritiene necessaria la riduzione del costo del lavoro come misura di carattere strutturale, nonché  da parte di Luca Bianchi, direttore dello Svimez, che definisce l’iniziativa molto utile in una fase di crisi così evidente.

Un focus è poi dedicato al tema delle infrastrutture e dei possibili cantieri che il governo vuole commissariare. In attesa dei fondi del Recovery Plan (compreso lo Stretto di Messina) il governo prova a sbloccare una ventina fra piani e progetti: 5 miliardi di strade, 10 di ferro, 5 fra idrico, depurazione e dissesto. Valore totale 20 miliardi sui 41 nazionali.