GIOCO D’AZZARDO, APPROVATA LEGGE REGIONALE PER LA PREVENZIONE E LA CURA DEL DISTURBO

GIOCO D’AZZARDO, APPROVATA LEGGE REGIONALE PER LA PREVENZIONE E LA CURA DEL DISTURBO

10 Febbraio 2020 0 Di La redazione

La Regione Campania ha da oggi una legge che prevede misure di “prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo e per la tutela sanitaria, sociale ed economica delle persone affette e dei loro familiari”. Il testo è stato approvato oggi dal Consiglio regionale della Campania (con 32 voti a favore e tre astensioni) dopo la presentazione del relatore di maggioranza Maria Antonietta Ciaramella (Pd) e del relatore di minoranza Valeria Ciarambino (M5S).

La nuova legge regionale vuole anche dare ai Comuni delle disposizioni in merito all’apertura dall’approvazione della legge in poi di nuove sale giochi mentre la consigliera Ciarambino, stigmatizzando che in Campania già ci sono 1700 sale da giochi ovvero “il doppio a quelle aperte in Lombardia”, ha chiesto l’estensione della disciplina relativa alle distanze alle sale già esistenti. Al momento la regolamentazione dell’apertura delle sale da gioco, trova la propria definizione in ordinamento comunali “che, in quanto non uniformi, hanno effetti differenti e non coerenti tra loro”. Nel territorio della Regione Campania, è stato detto, “si sono verificate situazioni di comuni confinanti che, avendo approvato regolamentazioni di contenuto differente, hanno comportato delle gravi alterazioni dei flussi di clientela e dei fenomeni di ‘turismo del gioco’”.

La consigliera Ciaramella ha ribadito che però bisogna stare attenti a non “danneggiare tutte quelle attività che agiscono nella legalità”. Inoltre è previsto la nascita di un Osservatorio Regionale sul Disturbo da Gioco d’Azzardo che monitora il fenomeno del disturbo del gioco d’azzardo e l’efficacia delle politiche di prevenzione e contrasto dello stesso; formula proposte e pareri alla Giunta e al Consiglio regionale per il perseguimento dei fini della legge. Una legge che però rappresenta, a giudizio del M5S, un “provvedimento parziale” perché “è ipocrita prevedere quello che potrebbe avvenire in futuro – ha detto la consigliera Ciarambino – e non il presente”.