GIANLUCA FESTA, DAVVERO IL SEGRETARIO DEL PD

GIANLUCA FESTA, DAVVERO IL SEGRETARIO DEL PD

6 Novembre 2018 0 Di Sandro Feola

Giuseppe Di Guglielmo, intervistato l’altro ieri da ‘Il Mattino’, ha concesso il ‘perdono’ a Gianluca Festa, che non sarà espulso dal Partito Democratico nonostante abbia detto, in buona sostanza, che non avrebbe votato Vignola alla presidenza dell’Amministrazione provinciale. Magnanimo, misericordioso e inclusivo, verrebbe da dire. Ma il Segretario del Pd cos’altro avrebbe potuto fare? La sua segreteria si regge sui numeri del leader di ‘Davvero’. Che nel frattempo, da possibile esponente di partito radiato con disonore, è diventato, di fatto, il vero segretario dei democrat irpini.

Gianluca Festa

Va dato atto che in questi ultimi anni di impegno politico, segnati tra l’altro, da un durissimo scontro interno al Pd, Festa ha colto prima e più di altri l’ansia di cambiamento – ormai anche anagrafico – proveniente non solo dall’elettorato, ma anche dai tanti amministratori locali che ancora si riconoscono in via Tagliamento. Non a caso non ha nascosto il suo disappunto per l’accordo su Nello Pizza candidato sindaco del capoluogo. Un professionista degnissimo, e anche nuovo nel contesto politico cittadino, ma la cui scelta, evidentemente, è stata percepita dall’elettorato come frutto di un accordo di palazzo, concluso tra i responsabili della controversa amministrazione Foti. Pari pari, Festa non ha risparmiato critiche al “metodo Vignola”, dichiarandosi libero di non votare un altro candidato sì altrettanto degno, ma individuato non solo a dispetto dei sindaci e degli amministratori che avrebbero dovuto votarlo, ma anche in ragione dei voleri di Nusco, ai quali – si sa – in tanti nel Pd sono da tempo piuttosto insofferenti.

Giuseppe Di Guglielmo

Quindi? Alla luce dell’ennesimo e sonoro schiaffo ricevuto, il Partito Democratico dovrebbe decidersi finalmente a essere se stesso, sancendo anche formalmente la realtà che si è fin qui delineata: si consegni mani e piedi a Festa e avvii con la parte migliore dell’attuale segreteria, Di Guglielmo compreso, quella che potrebbe essere battezzata “Operazione autenticità”. Superando le faide, tornando agli amministratori, alle associazioni, alla dinamiche del territorio, alle sue questioni. Uscendo finalmente dalla logica delle appartenenze non solo a parole, ma scegliendo i migliori, quelli che hanno espresso capacità amministrative, che sono espressione delle realtà di impegno sociale e civico. Insomma, i più adeguati ai contesti che costoro si candidano a governare.

Cosa farà il Pd? Le scelte di questi ultimi anni ci dicono che non sempre, anzi mai, a via Tagliamento hanno fatto tesoro degli errori. Se capiterà ancora una volta, se il Pd persevererà chiudendosi ancora alla realtà, l’attuale classe dirigente permarrà nel pantano nel quale si trova con tutte le conseguenze del caso. La elezione di Biancardi c’è stata. La riconferma al Comune di Ciampi o di un altro pentastellato – qualora si tornasse al voto – a quel punto non sarebbe affatto una ipotesi remota.