GAMBARDELLA A “FATTI PER LA POLITICA”: «AL COMUNE DIPENDENTI CHE REMANO CONTRO»

GAMBARDELLA A “FATTI PER LA POLITICA”: «AL COMUNE DIPENDENTI CHE REMANO CONTRO»

6 Gennaio 2018 0 Di La redazione

Il Congresso provinciale del Pd, le Politiche ma soprattutto il passato e il futuro del teatro “Carlo Gesualdo” e dell’ex cinema “Eliseo”: sono stati alcuni dei temi oggetto dell’intervista a Bruno Gambardella, assessore alla Cultura del Comune di Avellino. Docente di Lettere, esponente democratico vicino all’area D’Amelio, si definisce «liberale e calvinista», politico per passione «avendo cominciato a praticarla sin da bambino».  E per coloro che si adoperano in politica il ruolo di amministratore è tappa irrinunciabile del percorso, benché riservi ostacoli e ad Avellino certo non mancano. Ecco alcuni passaggi della puntata.

Il teatro Gesualdo è chiuso ?

««Il teatro Carlo Gesualdo è in questo momento oggetto di lavori di ristrutturazione, grazie ad un finanziamento che ha consentito la rassegna Sipari Aperti».

Sarà una bilancio di parte, ci dica comunque, com’è andata la rassegna dal suo punto di vista?

«Con una punta di amarezza devo constatare che la polemica trova molto spazio – non la critica costruttiva purtroppo – la polemica. Anche le cose interessanti, finite all’attenzione della stampa specialistica, non vengono valorizzate. Sipari Aperti è andata molto bene. È stata una rassegna compatta, cominciata sì in maniera travagliata per i problemi legati alla liquidazione dell’Istituzione, ma il teatro ogni sera ha fatto registrare il tutto esaurito. Lo spirito del finanziamento europeo e regionale è stato  quello di avvicinare le persone, che a teatro non vanno, alla cultura teatrale. D’altronde portare una famiglia di tre persone a teatro ha un costo e oggi non tutti possono permetterselo».

Qual è il giudizio sulla passata gestione del teatro?

«Sono convinto della giustezza del principio della separazione dei poteri. In questo momento ci sono inchieste della Corte dei Conti e della magistratura ed è giusto che la politica taccia. La mia idea, in generale, è che il teatro sia troppo grande, figlio del gigantismo degli anni ‘80 che ha investito anche altre strutture e non solo ad Avellino. Ciò premesso, lo dico non con volontà di fare polemica: se l’Istituzione teatro è stata sciolta non è perché Paolo Foti e la sua giunta hanno deciso che l’Istituzione andava rottamata per lanciare una nuova formula giuridica, votata poi dal Consiglio; questo è avvenuto perché si era nella impossibilità di approvare dei bilanci dopo le dimissioni del Cda dovute, essenzialmente, al parere negativo dei revisori dei conti sul bilancio. Di chi siano le responsabilità non spetta a me dirlo. L’esternalizzazione per due stagioni era l’unica soluzione possibile per garantire il futuro. Sono stato accusato di aver utilizzato toni trionfalistici. Non mi sembra. Non era neppure la soluzione che auspicavo io. Avrei personalmente perseguito la collaborazione con la Regione Campania. Non vi erano tuttavia le condizioni politiche, interne ed esterne alla maggioranza, in tal senso. La nostra è stata una scelta obbligata, quindi una non scelta. Premetto che non sono a priori contrario al privato, forse sarei arrivato a questa conclusione in maniera diversa».

Benché non riguardi il suo assessorato, resta il simbolo della Cultura ad Avellino, qual è il futuro dell’ex Cinema Eliseo?

Il bene non era in pieno possesso del Comune ma della Regione. Il Passaggio è stato duro perché alcune carte non si trovavano. Abbiamo dovuto lanciare una “simpatica” ma non troppo caccia al tesoro terminata solo a giugno. Siamo così arrivati alla stipula dell’atto. Attualmente ci sono problemi tecnici legati al potenziamento della cabina elettrica. Le dico, comunque, che sono contrario alle inaugurazioni a rate. Quando la struttura sarà pronta per essere consegnata alla Città lo faremo.

State preparando i “fuochi d’artificio” della campagna elettorale?

Da animalista convinto sono contrario a tutti i botti, a prescindere. Ben venga l’apertura con un presidio dell’Acs o dei Vigili Urbani o del Forum giovani, è giusto aprire alla Città – purché non ci costi troppo – detto questo, alle parate, ribadisco, non partecipo e non parteciperò.

 

Foti ha dichiarato che non si ricandiderà, sarà davvero così ?

«Il sindaco ha ribadito con forza la  volontà di non candidarsi. Al di là di tutte le considerazioni politiche sui giudizi dei cinque anni ritengo che la sua sia stata un’esperienza umanamente pesante. Ho profondo rispetto per le sue parole».

 

Anche dalle sue spiegazioni c’è da ritenere che la macchina amministrativa sia stata un ostacolo, insieme alle pressioni delle varie anime democratiche, nelle decisioni. È mancato polso?

«Al Comune di Avellino mancano numericamente alcune figure apicali. Se i dirigenti sono a scavalco qualche distrazione diventa altamente probabile. Detto questo, anche al di là degli orari d’ufficio c’è qualcuno si porta il lavoro a casa. D’altro canto nella macchina comunale c’è anche chi palesemente rema contro. Va segnalato. Anche a beneficio di chi si cimenterà nella prossima campagna elettorale»

Per approfondimenti ed altri argomenti l’invito è a ad ascoltare la puntata.