Home / AVELLINO / SE FOTI NON FERMA I “MAGLIARI”, CI RESTA SOLO IL 118!

SE FOTI NON FERMA I “MAGLIARI”, CI RESTA SOLO IL 118!

C’è la conferma. Quando pensi che il fondo sia stato raggiunto, c’è ancora spazio per scavare. Scavare nel peggio, come sembra stia avvenendo nell’aula del consiglio comunale di Avellino che, alle prese con l’approvazione del bilancio, si sarebbe trasformata in un suk, tipico mercato arabo all’aperto dove si scambia di tutto e di più. In verità il suk ha un’antica nobiltà da non meritare il paragone. Più giusto sarebbe parlare di magliari, quei personaggi che la cinematografia a metà tra il (post)neorealismo e la commedia italiana bene ha illustrato e meglio ci ha fatto conoscere. Nell’aula del consiglio comunale di Avellino, forti del potere contrattuale di negare il voto al bilancio, ci sono esponenti della risicata maggioranza che hanno piazzato il banchetto e propongono all’acquisto merce contraffatta e inservibile. Consumando al tempo stesso per un verso piccoli, personali e trascurabilissimi rancori; per un altro, provare ad acchiappare qualcosa prima che si chiuda definitivamente il sipario. Vorremmo avvisare questi naviganti: il sipario si è già chiuso da un pezzo. E vorremmo rivolgersi al sindaco, Paolo Foti. Cambiare uno, due, tre, tutti gli assessori, a sipario chiuso, non toglie e non mette. Cambia molto se però guardiamo da altra prospettiva: se cambiare assessori è incentivare la politica dello scambio merci e dell’acchiappi chi può, Foti non può fare orecchi da mercante. Sin qui abbiamo distinto il suo non strepitoso bilancio dal rispetto che si deve ad una persona che riteniamo ed onesta e pulitissima sul piano personale. Se dovesse accettare, come gli viene chiesto, di cambiare assessori nella logica dello scambio merci, personalmente rivedrò radicalmente il mio giudizio sulla persona. E sarà una revisione ancora più radicale, se Foti metterà sul piatto la testa dell’assessore Paola Valentino. Nessuno dice che l’assessore al Patrimonio è un premio Nobel: con o senza di lei il mondo, anche quello a rovescio del comune di Avellino, continuerà ad andare. Il punto è un altro: è l’unica amministratrice che ha riscattato l’onore della pubblica amministrazione targata Foti dopo lo scempio, l’incuria, il clientelismo, i piccoli affari che sono stati consumati sul patrimonio del comune di Avellino. Dimissionarla, significherà che Foti, attraverso chi glielo chiede, serve su un piatto d’argento la sua testa a quelli a cui la Valentino ha pestato i piedi per difendere l’onore della pubblica amministrazione e il suo buon andamento. Se Foti dovesse rendersi artefice e manutengolo di questo disegno, speranza l’è morta definitivamente. Non resterebbe che invocare il trattamento sanitario obbligatorio e sentire finalmente la sirena del 118 che parcheggia in Piazza del Popolo.

 

 

 

Circa Norberto Vitale

Norberto Vitale

Vedi Anche

TRE VARIAZIONI NEL CALENDARIO DELLA SCANDONE AVELLINO

La Lega Basket ha comunicato tre variazioni di calendario per la Scandone Avellino. La gara ...

SANITA’ IN ALTA IRPINIA, RUGGIERO A FOTI: CONVOCHI IL COMITATO DEI SINDACI DELL’ASL

Ancora polemiche in Alta Irpinia per il nuovo piano aziendale dell’Asl. Il consigliere comunale dio ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *