FONDAZIONE SUDD: “AFFIDARE IL MERCATONE ALLA CARITAS”

15 dicembre 2016 0 Di Michela Attanasio

Assistere al servizio di Telenostra sul degrado del Mercatone ha procurato in noi indignazione profonda. Tempio degli sprechi e delle politiche speculative, esso ancor più ora ci è apparso  in tutta la sua inutile esistenza, impietoso ricettacolo di immondizie organiche e indifferenziate, libero domicilio di spregevoli animali allo stato brado. Esempio di insensate scelte di impiego del denaro pubblico, il Mercatone si tramanda ormai nell’immaginario collettivo degli avellinesi come il Moloch della scempiaggine.

Eppure, la telecamera di Telenostra, per le indubbie buone capacità del giornalista Ottavio Giordano, ha mostrato che questo “monumento” di  abbandono potrebbe trasformarsi, come nelle favole a lieto fine, da rospo in principe, offrendo il nobile servigio di dare asilo a poveri e diseredati, visto che purtroppo, ormai, anche nella nostra città se ne registra un aumento continuo. E’ cosa nota che la Caritas in Avellino vede la sua mensa quotidiana sempre più affollata, come pure è cosa nota che la contrazione dei redditi e le difficoltà economiche costringono più persone a scelte di vita da “clochard”, in strada, senza fissa dimora. Noi crediamo che il Mercatone, rivelatasi struttura grande e inutile, ristrutturata per il meglio, possa essere sfruttata finalmente per qualcosa di utile, ovvero per dare sollievo alla parte più esposta e più debole esistente in città. Affidare, perciò, la struttura alla Caritas perché ne possa fare mensa per i poveri e albergo per i senzatetto, vuol significare ridare un minimo di dignità a persone e a quella umanità che è stessa “sostanza” di chi ha e di chi non ha. Questo comportamento esalterebbe la Città, la renderebbe bella nello spirito, ne tutelerebbe l’immagine di pulizia e il suo civismo.

La buona politica non può, né deve, dimenticare chi è più bisognoso di altri, specie dopo il lento e costante svilimento del lavoro che da un decennio almeno sta consegnando alle ristrettezze famiglie e difficoltà crescenti alle giovani vite, specie del meridione d’Italia.