FESTA E IL TRIDENTE, UN CAMBIAMENTO CHE SCONFINA AL DI LÀ DEL CAPOLUOGO

FESTA E IL TRIDENTE, UN CAMBIAMENTO CHE SCONFINA AL DI LÀ DEL CAPOLUOGO

19 Giugno 2019 0 Di Sandro Feola

La vittoria del tridente D’Agostino – Festa – Petitto assume giorno dopo giorno i connotati di un cambio di rotta nella politica irpina deciso, determinante, profondo.

Tanto le dichiarazioni di alcuni protagonisti della vita politica campana, quanto i silenzi di altri, hanno fatto emergere e delineato meglio il quadro nel quale si è consumato lo scontro tra Luca Cipriano e Gianluca Festa. Si scorge sempre più chiaro, infatti, l’apparato di potere che, in particolare al ballottaggio, si è mosso a sostegno del candidato ufficiale del PD. E più emergono i dettagli di questa mobilitazione, più la vittoria di Festa acquisisce la caratteristica della straordinarietà e più diventa dirompente in termini di prospettiva politica.

A scendere in campo, anche se non apertamente, è stata buona parte dell’apparato di potere regionale. Tre consiglieri su quattro, con il dettaglio, di non poco conto, che una di questi è il Presidente del Consiglio regionale. E poi – stando alle dichiarazioni di Festa e Petitto – parti consistenti del governo regionale, il vice presidente della giunta, assessori, collaboratori della presidenza. Una mobilitazione che risulta difficile pensare che non abbia coinvolto anche i vari enti regionali che gestiscono risorse, personale. Insomma, il potere. Quello vero, quello forte.

Festa, intervistato da Pierluigi Melillo, ha ribadito che il Governatore dovrà dare delle spiegazioni. Non solo al Primo cittadino di Avellino, – ha sottolineato – ma anche a quei sindaci neo eletti che costituiscono “una nuova classe dirigente” in provincia. “Tanti giovani amministratori molto validi che faranno bene nelle loro realtà” e che con Festa “faranno squadra”. “Una parte molto consistente di elettorato”, ha detto il primo cittadino.

E’ ancora più evidente, dunque, che la vittoria del leader di Davvero al Comune Capoluogo, così come si va delineando, determinerà inevitabilmente l’apertura in Irpinia di una nuova fase politica. Sintetizzabile nella scelta tra ‘vecchio e nuovo’. Dove, però, non c’entra il dato anagrafico, ma la condivisione di un percorso che parta dalla chiusura netta con il caos dei capi corrente e con una conflittualità interna che ha fin qui determinando la cattiva amministrazione della Città e di molti enti sovracomunali.

C’è una provincia che sta voltando pagina? La sensazione è che stia accadendo proprio questo. Che ci sia la voglia di molti amministratori locali di trovarsi in questa nuova esperienza impersonata da Festa, D’Agostino e Petitto; di trovare in questi protagonisti un nuovo punto di riferimento e la indicazione chiara, specifica, dettagliata, del percorso sul quale intendono incamminarsi.

Che a questa prospettiva Rosetta D’Amelio, Maurizio Petracca, Enzo De Luca e Nicola Mancino si opporranno strenuamente è un dato acquisito, ma ormai forse irrilevante. Ma come Vincenzo De Luca e Nicola Zingaretti si rapporteranno a questa nuova realtà non è ancora dato sapere. E il futuro politico dell’Irpinia, e anche della Campania, dipende molto anche da questo.