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“FALSO IN BILANCIO”, SI CHIUDE L’INCHIESTA SUI CONTI DEL COMUNE

Si è chiusa dopo una proroga e un anno di certosine perizie, cominciate con l’acquisizione degli atti in Comune da parte della Guardia di Finanza, l’indagine sui conti di Piazza del Popolo. I Pubblici ministeri, coordinati da Rosario Cantelmo, confermano quale principale ipotesi di reato il falso in bilancio. Dodici persone vengono in queste ore avvisate della chiusura dell’attività investigativa. Si tratta del sindaco Foti, dell’ex giunta, degli allora revisori dei conti e dirigenti alle Finanze che – ognuno per la propria parte di competenza – diedero parere favorevole all’approvazione del rendiconto 2013, avvennuta tra maggio e aprile 2014. Un bilancio che poi finì all’attenzione del Consiglio comunale e al centro di un aspro dibattito politico. Fu il consigliere d’opposizione Dino Preziosi, per primo, ad accusare su distorsioni dei conti con discrepanze tra i pignoramenti dichiarati nelle carte e quelli effettivamente pendenti. Più in generale, quei conti all’epoca parlavano di 13 milioni di debiti fuori bilancio e 18 milioni di contenziosi. Trovare la quadra, anche politicamente, non fu semplice. In fondo su quegli stessi numeri, pochi mesi prima, due assessori avevano invocato una dichiarazione di pre-dissesto economico per l’ente, ma avendo l’amministrazione deciso di perseguire il recupero dell’evasione e imboccare un’altra strada, loro – Ricci e Manzo – preferirono rassegnare le dimissioni. Dunque, un’altra tegola si abbatte sull’Amministrazione e gli uffici che in questi giorni vengono visitati dagli ispettori del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ancora una volta per fare luce sui bilanci . Interrogata sul tema, l’Amministrazione in passato si è sempre detta assolutamente serena. L’inchiesta, accompagnata alle forti tensioni sui conti che si registrano in queste settimane e alle prossime decisioni da assumere – con variazioni economiche per consentire ad esempio un futuro al Teatro Carlo Gesualdo e all’Acs – potrebbe però avere risvolti politici. Detta in altri termini: la giunta prima e il consiglio poi – parte politica e parte gestionale dell’ente – saranno chiamati a decidere. Anche questa è solo una ipotesi, ma se qualcuno si tirasse indietro in questo frangente non è da escludere un rischio paralisi per l’ente. L’attività d’indagine intanto si è chiusa, la vicenda politico-amministraiva è solo agli inizi.

 

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