Home / Attualità / EX IRISBUS: “IL CERCATORE DI PERLE” STEFANO DEL ROSSO

EX IRISBUS: “IL CERCATORE DI PERLE” STEFANO DEL ROSSO

 

CARTOLINA

Guai se manca l’ottimismo. Vale per tutti, soprattutto per chi di mestiere fa l’imprenditore: sfracellerebbe la sua intrapresa in un amen. Peggio dei pessimisti, ci sono però gli ottimisti compulsivi, quelli che continuano a non cogliere le opportunità che pure le difficoltà celano e di ottimismo in ottimismo non producono altro che ulteriori difficoltà a se stessi e agli altri.

Il dubbio che Stefano Del Rosso appartenga a questa inutilmente beata categoria si insinua se vai a mettere in fila interviste e dichiarazioni con le quali da almeno due anni, per non andare troppo indietro, inonda giornali, gazzette e tivvu annunciando propositi e programmi rimasti puntualmente appesi su chissà quale nuvola.

Oggi, in vista del nuovo incontro di martedì prossimo al Mise, ci fa sapere che Industria Italiana Autobus è pronta per partire con la ristrutturazione dello stabilimento ex Irisbus: capannoni e aree a servizio per complessivi un milione e 200 mila metri quadrati, valore stimato intorno ai 40 milioni, regalati per meno di un euro a Del Rosso da Fiat e governo. La “ristrutturazione” è cominciata con l’apposizione dell’insegna all’ingresso dello stabilimento e con “la pulizia di tutte le aree attigue”. Il resto, cioè tutto, quando Invitalia passerà concretamente sui conti correnti di Industria Italiana Autobus i 18 milioni e 750 mila euro, 7 e mezzo dei quali a fondo perduto, accordati con il contratto di sviluppo. Basteranno per ristrutturare? Certo, a condizione che i soci di Iia, dopo il necessitato aumento di capitale, investano in proprio altro e non poco denaro: se così non sarà, la ristrutturazione partirà ma si fermerà per strada, come ci dicono autorevoli manager interrogati sui costi per trasformare vuoti capannoni in officine per il rewamping e linee per costruire bus urbani. L’ottimismo probabilmente compulsivo di Del Rosso glissa puntualmente su questioni dirimenti. Alla realtà preferisce il sogno. Epica l’immagine evocata il 27 dicembre del 2015, quando confessò di sentire già “il profumo delle saldature”, tralasciando la trascurabile circostanza che quel “profumo” è stato bandito perché cancerogeno e che a saldare non sono più gli operai ma le macchine. O come il 26 marzo scorso, quando annunciò l’apertura dei cantieri a giugno e, a settembre, “i primi processi produttivi”. Per essere più chiaro, se a qualcuno fosse sfuggito, si riprecipita sul tema con agguerrita convinzione, il successivo 8 aprile, per far sapere a chiare lettere che “Valle Ufita apre”. Sappiamo quale sia lo stato dell’arte. Chiederemmo sommessamente a Del Rosso di addomesticare un po’ del suo straripante quanto sinora infondato ottimismo, almeno sino a quando non ci saranno vere novità da vedere e da toccare. Continuasse, somiglierebbe a quel signore, ottimista of course, che al ristorante ordina una dozzina delle ostriche più costose sperando di poterle pagare con la perla che troverà in una di loro. Cosa che gli auguriamo di cuore, ma per carità di patria non ci coinvolga nella ricerca.

Circa Michela Attanasio

Michela Attanasio

Vedi Anche

MARCIANI: “DENUNCIARE VIOLENZE E’ UN ATTO DI CORAGGIO”. LA REGIONE PREMIA LE SCUOLE

“Denunciare è un atto di coraggio che deve venire dalle donne”. Lo ha detto Chiara ...

STOP VIOLENZE. DE LUCA AI GIOVANI: “METTERE ALL’ANGOLO GLI IMBECILLI”

Il Governatore versione pedagogo dà lezione agli studenti sul tema della violenza. Un discorso molto ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *