EMERGENZA ACQUA: I SINDACI FACCIANO LA LORO PARTE, NON PENSASSERO SOLO A PIAZZE E SAGRE

EMERGENZA ACQUA: I SINDACI FACCIANO LA LORO PARTE, NON PENSASSERO SOLO A PIAZZE E SAGRE

14 Gennaio 2019 0 Di La redazione

E’ stato fissato per il 21 gennaio il tavolo di confronto in Provincia. Attraverso una nota stampa, la Filctem Cgil ribadisce la necessità di tutelare l’acqua pubblica ma invita i primi cittadini a voltare pagina rispetto al passato. Uno studio dimostra come i volumi di acqua sollevati da Alto Calore e “pompati” nella rete siano molto superiori rispetto al fabbisogno (circa 700 l/s in più). Ne derivano costi maggiori di energia elettrica che pesano sull’Ente.

E tutto ciò anche perchè i comuni, proprietari delle condotte, non intervengono con investimenti sufficienti avendo preferito in passato finanziare piazze e rotatorie, sagre e manifestazioni aggiungiamo noi…. La nota integrale

 

In queste settimane l’Irpinia attraverso i suoi cittadini, che si sono costituiti in comitati civici, si è erta a difesa dell’acqua pubblica e della gestione pubblica dell’Alto Calore SPA. In tantissimi hanno riconquistato la voglia di essere protagonisti e fautori d’iniziative che hanno riportato al centro della discussione il destino dell’acqua in Irpinia rivendicato la trasformazione di Alto Calore in un’azienda speciale di diritto pubblico.

Il 21 Gennaio ci sarà una fondamentale assemblea tra provincia, regione e ministeri competenti a cui sono invitate anche le parti sociali. La nostra posizione è netta: l’acqua in Irpinia deve rimanere pubblica e la gestione pubblica deve però uscire dalla cattiva gestione degli ultimi anni che con inefficienze e clientele hanno ridotto in pezzi il nostro sistema idrico, valorizzando invece il rapporto con il territorio, la tutela dell’acqua in quanto bene comune e la partecipazione dei cittadini.

Se ci troviamo in questa situazione, infatti, è per le scelte scellerate della politica avellinese che per anni e anni ha usato la società Alto Calore Servizi solo come strumento di clientela e che ha visto troppi esponenti usare il proprio ruolo per alimentate il consenso personale, non per rappresentare al meglio le rispettive comunità. Come tutti sanno ACS ha un debito di 130.000.000 di € ed ogni mese registra una perdita intorno ai 700.000 €.

Come segreteria Filctem unitamente a Legambiente abbiamo studiato e messo a confronto una serie di dati e quello che viene fuori è un quadro disarmante.

Emerge con maggiore chiarezza che se oggi ci troviamo in queste condizioni   colpevoli non secondari sono i sindaci dei 126 comuni soci , che in molti casi sono sempre gli stessi. Chiariamo subito una cosa: le reti o meglio dire le condotte idriche sono dei comuni, quindi a loro tocca predisporre e farsi approvare progetti per il rifacimento , così  da ridurre la dispersione Idrica. Ecco i dati della nostra ricerca.

Nei comuni serviti da ACS ci sono 466.900 abitanti; calcolando un consumo medio di 250 litri al giorno per ogni abitante  , per soddisfare questo fabbisogno occorre estrarre 1360 l/s ai quali abbiamo aggiunto un più 25% di surplus fisiologico. Il dato finale è 1700 L/s che ci porta a 300 litri giornalieri per abitante.

Da quello che leggiamo dai vari documenti, ACS oggi preleva 2400 L/s , il 40% in più , che quantificati sono 700 L/s.

Capite quanta  acqua in più viene sollevata, molti pensano solo alla dispersione nelle reti invece bisogna concentrarsi sul consumo energetico per sollevare quei 700 L/s in piú,  24 ore al giorno , 7 giorni su 7. Acs oggi paga una bolletta elettrica mensile di 1.300.000 : una cifra spaventosa , se a questa cifra togliamo quel 40% di sollevamento in più, ACS risparmierebbe, udite udite ,520.000 euro mensili a cui vanno aggiunti 50/60.000 euro per straordinari, rotture, materiale ecc ecc ;ogni mese in cassa ci sarebbero 600.000 € in più,  in un anno circa 7.000.000 € .

Quindi se i sindaci non avessero pensato solo a piazze e rotatorie, se la rete fosse efficiente anche senza un’ organizzazione efficiente o meglio pessima come oggi , la società non si ritroverebbe in queste condizioni.

Ora è necessario intraprendere ogni iniziativa per preservare il controllo pubblico di Acs. Una strada sarebbe l’intervento di Cassa Depositi e Prestiti ,la cui funzione originaria, ricordiamo, è finanziare gli enti locali per fini di pubblica utilità.

 

Quindi lanciamo un appello ai Sindaci: il passato è alle spalle, guardiamo al futuro uniamo le energie in uno sforzo comune, Istituzioni, sindacati, comitati, associazioni e con onestà intellettuale troviamo la formula per far ripartire Alto Calore Servizi seguendo la strada Maestra, quella dell’acqua bene comune universale

Il Segretario Generale FILCTEM

CARMINE DE MAIO