ELEZIONI PROVINCIALI, DAL FORNO DEL PD LE SOLITE “PIZZE FREDDE” – LA NOTA

ELEZIONI PROVINCIALI, DAL FORNO DEL PD LE SOLITE “PIZZE FREDDE” – LA NOTA

11 Dicembre 2021 0 Di Norberto Vitale

Dal campo largo dei progressisti alla richiesta di far cadere Gianluca Festa passando per i “tranelli” nei quali sono caduti Petitto e De Caro. A sette giorni dal voto per il nuovo presidente, dal forno del Pd escono le solite “pizze fredde”

Sabato prossimo sapremo chi tra Angelo Antonio D’Agostino e Rino Buonopane sarà stato eletto presidente della provincia dai 1.412 sindaci e consiglieri di 117 comuni.

Nel frattempo abbiamo appreso un mucchio di altre cose. Che partono tutte o quasi dal partito democratico.

In provincia di Avellino l’immagine che si rafforza è quella di un forno che puntualmente “caccia” pizze fredde. Dicesi pizza fredda la furbesca conclusione che non mantiene le premesse, generalmente solenni, liberamente annunciate e sbandierate.

Ben che tecnicamente le elezioni di secondo livello non impongono il vincolo di coalizione, il Pd annuncia per Palazzo Caracciolo il campo largo dei progressisti. Vai a vedere e c’è di tutto e di meno: da Mastella ai 5 Stelle, dalla Sinistra a qualche esponente di Forza Italia. A naso, l’unico progressista sembrerebbe Mastella.

Prima di annunciare il campo largo, il Pd ha infornato un altro impasto: l’unità del partito. Due-tre persone in perfetta solitudine avevano scelto un candidato sul quale hanno chiamato a raccolta De Caro e Petitto. Che dicono sì ma poi scoprono che per loro non c’è posto nella lista con il simbolo del Pd che il Pd, sempre due-tre persone, hanno depositato addirittura il giorno prima della scadenza. Per loro è soltanto disponibile una tenda nell’accampamento di Mastella che a Benevento, come è noto, fila d’amore e d’accordo con De Caro.  Tutto da rifare o quasi: impegnatisi ufficialmente su Buonopane, De Caro e Petitto restano con un piede dentro e uno fuori, bloccati dentro un tranello.

Per gli apprendisti stregoni, ai quali in aggiunta è stata chiesta la testa di Gianluca Festa come prova di fedeltà unitaria, al danno si aggiunge la beffa. Che viene preannunciata così: se al comune di Avellino non usciranno sedici voti di altrettanti consiglieri comunali, De Caro e soprattutto Petitto avranno tradito il Pd e il suo candidato. Si torna così di nuovo in capo a dodici.

Con una possibile novità. I fornai che cuociono pizze fredde potrebbero (anche stavolta?) essere costretti a mangiarsele.