E’ L’AVELLINESE VERA ROTONDI AUFIERO LA VINCITRICE DEL PREMIO FONDAZIONE CELIACHIA

E’ L’AVELLINESE VERA ROTONDI AUFIERO LA VINCITRICE DEL PREMIO FONDAZIONE CELIACHIA

30 marzo 2018 0 Di Anna Guerriero

Nel 2017 la Fondazione Celiachia ha lanciato il 2° Bando Fellowships per il finanziamento di borse di studio triennali su celiachia e dermatite erpetiforme, per uno stanziamento complessivo di € 425.000 pari a 5 Borse di Studio triennali. Tra i progetti finanziati con il grant 2017, nel settore dell’immunologia, troviamo il progetto della Dr.ssa Vera Rotondi Aufiero, di Avellino, che eseguirà lo studio presso il laboratorio di Immuno-Morfologia dell’Istituto di Scienze dell’Alimentazione-CNR di Avellino, di cui è responsabile il Dr. Giuseppe Mazzarella, anche egli ricercatore irpino, originario del Comune di Pratola Serra.

Titolo Progetto: FUNZIONE IMMUNOMODULATORIA DEI LINFOCITI T γδ+ INTRAEPITELIALI NELLA PATOLOGIA CELIACA; RISPOSTA IMMUNE ALLA GLIADINA IN VIVO E IN VITRO

Vera Rotondi Aufiero, ISA-CNR Istituto di Scienze dell’Alimentazione, Avellino.

La celiachia è una malattia autoimmune che si manifesta a livello gastrointestinale in soggetti con predisposizione genetica-spiega la borsista del CNR di Avellino- ed è dovuta a un’intolleranza alimentare permanente al glutine, un complesso di proteine, glutenine e protammine (tra cui soprattutto la gliadina che risulta essere la componente tossica per il celiaco) che si trovano nel grano, nell’orzo, nella segale e in altri cereali e derivati e in tutti i cibi che lo contengono anche in piccolissime tracce.La celiachia è la più frequente intolleranza alimentare a livello globale. La prevalenza nella popolazione adulta è pari a circa l’1%. Attualmente l’unica terapia realmente efficace rimane quella del controllo dietetico. Il celiaco deve pertanto adeguarsi ad una dieta rigorosa incentrata sulla categorica esclusione di tutti gli alimenti contenenti glutine. Tutto ciò implica un forte sacrificio ed impegno da parte del celiaco che ha tuttavia a disposizione una serie di prodotti alternativi utili per conciliare l’appetibilità del cibo con le limitazioni imposte della dieta. Pertanto ci sono grossi sforzi della comunità scientificanel cercare di definireterapie alternative alla dieta senza glutine, terapie che rendano sicura l’ingestione di glutine da parte degli individui celiaci

Lo studio si propone di migliore la conoscenza dei fattori che modulano la funzioneimmunomodulatoriadei linfociti T di classe γδin vivo, nella mucosa intestinale dei pazienti nei diversi stadi di lesioni istologiche in corso di celiachia, e in vitro, mediante coltura d’organo di biopsie intestinali di pazienti celiaci in remissione stimolate con la gliadina. L’obiettivo della studio, sarà quello di mettere in luce il potenziale di queste cellule, fornendo un possibile aiuto nell’identificazione di strategie terapeutiche per i pazienti affetti da patologia celiaca