E’ L’APOCALISSE, SIGNORI DEL PD

E’ L’APOCALISSE, SIGNORI DEL PD

25 Giugno 2019 0 Di Sandro Feola

“Mediazione”, “pacificazione”. Queste le parole con le quali ieri, sulla questione Avellino, il segretario regionale del PD non si è spostato di un millimetro dalla linea pilatesca voluta dal Governatore della Campania, salvo attivare i suoi per far votare Cipriano al ballottaggio. Annunziata ha ribadito il suo volersene lavare le mani. E così ha fatto davanti ai dirigenti regionali, il cui volto e i cui interventi – senza volerlo – hanno tradito la rassegnazione di chi sa che, salvo repentine inversioni di rotta, corrono spediti verso le regionali per incassare una nuova sconfitta.

E’ il solito PD. Insipido, incapace di trasmettere entusiasmo, avvitato su se stesso, sui volti di sempre, sulla sua incapacità di rigenerarsi, sulle sue interminabili guerre interne. E incapace di prendere atto che l’elettorato non gradisce, e vota sistematicamente chiunque dica – come Gianluca Festa e Livio Petitto ad Avellino – che non se ne può più, passando dalle parole ai fatti, dal malcontento alla presentazione di liste alternative. Come Festa e Petitto, appunto.

E’ lo stesso PD di sempre, incapace di dire sì, quando è sì, no quando è no. Di liberarsi dalla logica decisamente miope, per tanti versi ottusa, secondo la quale la linea di un soggetto politico va sempre subordinata alle prossime elezioni in calendario. Senza riuscire ad afferrare che il PD perde le competizioni proprio perché gli elettori hanno la percezione di un partito che è finito in un pantano maleodorante. Un partito senza respiro, privo di una prospettiva che non sia quella di sistemare il proprio personale politico. E così ieri tutto si è ridotto a “De Luca è ricandidato, gli uscenti sono ricandidati. E di de Magistris chissenefrega”. Sic!

E’ un Pd “vecchio”, incolore. Anzi, è un partito sempre più grigio. E’ un Partito democratico che non è né caldo, né freddo. Orgogliosamente tiepido. Del tutto ignaro di quanto è scritto: “Tu non sei né freddo né caldo. Oh fossi tu pur freddo o fervente! Così, perché sei tiepido, e non sei né freddo né caldo, io ti vomiterò”.
E’ l’Apocalisse di San Giovanni, capitolo 3, versetti 15-19. Ed è più o meno l’Apocalisse quella che hanno dinanzi gli incolori, insapori e tiepidi signori del PD.