DRONI SULL’EX SMAE: INDAGINI MORFOLOGICHE. PROSEGUE L’INCHIESTA DELLA GDF DI ARIANO E DELLA PROCURA DI BENEVENTO

DRONI SULL’EX SMAE: INDAGINI MORFOLOGICHE. PROSEGUE L’INCHIESTA DELLA GDF DI ARIANO E DELLA PROCURA DI BENEVENTO

29 Marzo 2019 0 Di Monica De Benedetto

Nuovi rilievi all’Ex Smae. Questa volta con i droni. Dopo le indagini nel sottosuolo il sito viene osservato dall’alto. Operazione ancora una volta della Guardia di Finanza di Ariano con i periti della Procura di Benevento.

Guarda il servizio:

Droni sull’Ex Smae. Dopo i sondaggi nel sottosuolo e le rilevazioni con i georadar proseguono le indagini per inquinamento ambientale della Guardia di Finanza di Ariano per conto della Procura della Repubblica di Benevento. Gli inquirenti che da 10 mesi portano avanti indagini ed approfonditi rilievi, adesso hanno, evidentemente, necessità di un quadro morfologico del sito, da qui l’utilizzo dei droni da parte di due periti individuati dalla Procura, per effettuare immagini dall’alto. Il drone, nonostante la giornata ventilatissima si è alzato per tre diverse ricognizioni.

La vecchia fabbrica dismessa, è stata posta sotto sequestro il 7 maggio 2018 dalle fiamme gialle che hanno, contestualmente, avviato i primi rilievi con escavatori e georadar. Successivamente è emersa la necessità di scendere ancor più in profondità con ulteriori esami chimico-fisici e ad agosto è arrivato l’NBCR, il nucleo dei Vigili del Fuoco specializzato in casi di pericolo di contagio da radiazioni. I dubbi e le denunce da parte di ambientalisti ed abitanti della zona sul possibile utilizzo dello stabilimento Smae per lo smaltimento illecito di rifiuti tossici, quali liquami provenienti dal lavaggio di cisterne, fanghi di impianti chimici, medicinali scaduti partono già dagli anni ’80, quando la fabbrica era ancora attiva. Due le inchieste negli anni ’90 avviate dalla Procura di Ariano: nella prima imputati assolti, nella seconda procedimento archiviato.

Ricordiamo che negli anni ’80 nella Smae vi si produceva inchiostro, successivamente argilla espansa poi nel 2002 la chiusura definitiva, nel frattempo proprio accanto vi sorgeva la Discarica di Difesa Grande. Nel 2018 si ricomincia ad indagare. Oggi la giurisprudenza in temi di reati ambientali è molto più stringente ma al momento non è dato sapere cosa sia emerso dalla nuova inchiesta e se ci siano o meno indagati.