DROGA DA SOVERATO ALL’IRPINIA, A FARE DA COLLEGAMENTO ERA UNA DONNA.25 MISURE CAUTELARI

DROGA DA SOVERATO ALL’IRPINIA, A FARE DA COLLEGAMENTO ERA UNA DONNA.25 MISURE CAUTELARI

23 Luglio 2019 0 Di Anna Guerriero

Nascondevano la droga nella stanza dei figli minori.Pur di veder saldati debiti di droga per alcune migliaia di euro, non esitavano a rivolgersi con fare intimidatorio ai padri e alle madri dei giovani consumatori. E, soprattutto, destinavano gli ingenti profitti del traffico di droga e delle estorsioni al sostentamento degli affiliati detenuti nelle carceri di tutta Italia.

È  quadro che viene fuori dall’operazione Prisoners tax, portata a termine dalla Dda di Catanzaro e diretta dal Procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri, dal Procuratore Aggiunto della Repubblica, Vincenzo Luberto, e dai sostituti procuratori, Debora Rizza e Alessandro Prontera. A concludere l’operazione che ha portato a 25 misure cautelari i Carabinieri della Compagnia di Soverato. 9 le persone finite in carcere, 8 ai domiciliari per altre 8 obbligo di dimora.

«Si tratta – ha detto  Gratteri  di un’inchiesta  fondata su intercettazioni incontrovertibili, quasi in chiaro. Di particolare rilievo – ha sostenuto ancora il capo della Dda di Catanzaro – sono gli elementi da cui emerge che la cosca Procopio-Mongiardo interagiva con le potenti cosche Gallace di Guardavalle e Nirta-Strangio di San Luca». «Un traffico di sostanze stupefacenti non si imbastisce dall’oggi al domani, ma deve avere sempre una sorta di copertura, una legittimazione e un’autorizzazione, e in questo caso arrivava da fornitori all’ingrosso di serie A, con la marijuana venduta dai Gallace e la cocaina dagli Strangio-Nirta. Inoltre – ha rilevato Luberto – il traffico di stupefacenti non era limitato solo all’ambito locale ma si estendeva anche al mercato di Avellino, segno di una leadership della ‘ndrangheta. Capace di imporre agli altri prezzi concorrenziali».(dichiarazioni rese al sito La C24 news)

Una donna di origini calabresi,da tempo residente in Irpinia ,avrebbe fatto da collegamento fra lo spaccio della costa Ionica e proprio la provincia di Avellino.