DOMENICO GAMBACORTA: GLI EFFETTI DELLA ZONA ROSSA

DOMENICO GAMBACORTA: GLI EFFETTI DELLA ZONA ROSSA

21 Aprile 2020 0 Di Anna Guerriero
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Se non vi fosse alcuna differenza fra i comuni individuati come zona rossa e quelli semplicemente soggetti

alle limitazioni del DPCM del 10 aprile 2020 (e dei Decreti precedenti),allora perché marchiarci in questo modo?
Invece una differenza sostanziale c’è, eccome.
I nostri produttori di latticini e di formaggi hanno subito, soprattutto in supermercati e alimentari delle province limitrofe,uno stop odioso e immotivato alla vendita dei prodotti “made in Ariano”.
I lavoratori di molte aziende agroalimentari dell’area industriale di Flumeri sono al lavoro,dal 1 aprile scorso,solo
grazie ad una speciale autorizzazione della Polizia Municipale di Ariano Irpino.
I lavoratori arianesi di alcune aziende,autorizzate dalla Prefettura di Avellino alla produzione, sono fermi a casa. EMA di Morra de Sanctis su tutte.
I nostri commercianti della frutta e verdura,clienti abituali del mercato all’ingrosso di Pagani, hanno subito forti e discutibili limitazioni nell’accesso, come possono confermare tutti gli operatori del settore.
Persino i corrieri del trasporto su gomma,per forniture ad attività produttive e commerciali autorizzate all’apertura, si sono  spesso rifiutati di effettuare consegne ad Ariano per paura del contagio.
Infine, gli uffici pubblici sono chiusi solo ad Ariano Irpino e gli stessi uffici sono regolarmente aperti ad Avellino o a Benevento.
Poi c’è il dato simbolico, pur non volendo enfatizzare oltre misura.
Tutti rientrati nella normalità da Sala Consilina a Lauro.
Solo  Saviano -ma dove hanno oggettivamente oltrepassato la misura e il buon senso- e  Ariano Irpino restano zona rossa.
E noi con motivazioni oggettivamente risibili. Come tutta la popolazione ha avuto modo di valutare.
Mimmo Gambacorta
Se non vi fosse alcuna differenza fra i comuni individuati come zona rossa e quelli semplicemente soggetti

alle limitazioni del DPCM del 10 aprile 2020 (e dei Decreti precedenti),allora perché marchiarci in questo modo?
Invece una differenza sostanziale c’è, eccome.
I nostri produttori di latticini e di formaggi hanno subito, soprattutto in supermercati e alimentari delle province limitrofe,
uno stop odioso e immotivato alla vendita dei prodotti “made in Ariano”.
I lavoratori di molte aziende agroalimentari dell’area industriale di Flumeri sono al lavoro,dal 1 aprile scorso,solo
grazie ad una speciale autorizzazione della Polizia Municipale di Ariano Irpino.
I lavoratori arianesi di alcune aziende,autorizzate dalla Prefettura di Avellino alla produzione, sono fermi a casa. EMA di Morra de Sanctis su tutte.
I nostri commercianti della frutta e verdura,clienti abituali del mercato all’ingrosso di Pagani, hanno subito forti e discutibili limitazioni nell’accesso,
come possono confermare tutti gli operatori del settore.
Persino i corrieri del trasporto su gomma,per forniture ad attività produttive e commerciali autorizzate all’apertura, si sono
 spesso rifiutati di effettuare consegne ad Ariano per paura del contagio.
Infine, gli uffici pubblici sono chiusi solo ad Ariano Irpino e gli stessi uffici sono regolarmente aperti ad Avellino o a Benevento.
Poi c’è il dato simbolico, pur non volendo enfatizzare oltre misura.
Tutti rientrati nella normalità da Sala Consilina a Lauro.
Solo  Saviano -ma dove hanno oggettivamente oltrepassato la misura e il buon senso- e  Ariano Irpino restano zona rossa.
E noi con motivazioni oggettivamente risibili.Come tutta la popolazione ha avuto modo di valutare.
Mimmo Gambacorta