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DISSESTO BENEVENTO, L’INTERVENTO DI MASTELLA CONTRO L’OPPOSIZIONE

Dall’opposizione sono stati evidenziati aspetti che dissacrano la realtà ontologica dell’aritmetica: c’è una forma di interruzione logica che nessuna dialettica può tentar di recuperare.

Ringrazio sia il ragioniere che i revisori dei conti, perché hanno dimostrato non con leggerezza ma con passione partecipe che l’intento è quello di risanare l’attività dell’Ente.

Io soffro da anni di una terribile forma di rinite ma ho sempre rinviato l’intervento. Adesso, pur avendo grande paura, mi sono deciso a farlo perché so che è necessario. E anche in questo caso l’intervento va effettuato: i fatti reclamano che sia così.

Non è possibile che per tentar di giustificare sé stessi si accusino gli altri. Di tutto può essere accusata questa maggioranza meno che di essere responsabile di ciò che è accaduto. Sul piano della contabilità non è possibile far altrimenti.

Per altro, le allusioni marcatamente ingenerose nei confronti dei revisori, sono macroscopicamente smentite da quanto evidenziato già nel 2014 dalla Corte dei conti. Mi dice l’opposizione che bisogna fare il secondo piano di riequilibrio, dopo che è stato fatto nel 2014, ed è stato respinto.

Siamo andati per ben quattro volte a parlare con il Ministero degli Interni e con la Corte dei conti e ci è stato detto che, se questi sono i numeri, non è possibile fare in maniera diversa. Presentare un piano di riequilibrio avrebbe significato ricevere un altro schiaffo in faccia e aggravare la situazione.

Dobbiamo pensare piuttosto a come risanare il nostro Comune perché, essendoci stato un altro dissesto nel 1993, vuol dire che c’è qualcosa qua dentro che non funziona. Ma potevamo andare avanti con questa bronchite, senza passare alla polmonite, sul piano finanziario?

Dobbiamo intervenire per quello che è necessario fare. Siamo consapevoli delle responsabilità che ci assumiamo da qui in avanti.

E, poi, che interesse avrebbe un sindaco nuovo a fare il dissesto? Ha tutto da perderci. Peraltro, va ben evidenziato che partiremo anche con 7 milioni e mezzo di debiti che non possono rientrare nel dissesto, essendo fondi vincolati della legge 219 da ricostituire nell’apposita voce di bilancio dell’Ente.

Circa Michela Attanasio

Michela Attanasio

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