DISASTRO CENTRODESTRA: GAMBACORTA PER RICOSTRUIRE, MA…

DISASTRO CENTRODESTRA: GAMBACORTA PER RICOSTRUIRE, MA…

15 Giugno 2018 0 Di Sandro Feola

Non pervenuto. Lo avevamo scritto. E non sono le nostre presunte doti di preveggenza che vorremmo evidenziare, quanto la ovvietà di una previsione che poggia su fatti incontrovertibili: il centrodestra irpino non c’è. E non perché non vuole esserci, ma perché chiuso da un “tappo” che da oltre 25 anni ne impedisce la crescita, il radicamento, il fisiologico ricambio della sua classe dirigente basato sul consenso e non sulle simpatie personali del “padrone”. Nulla (o quasi) da obiettare a Sabino Morano. Pronto ad immolarsi pur di assicurare la presenza sulla scheda elettorale della sua coalizione e dire a Roma (e ad Arcore) che qualcuno ci sarebbe stato a contrastare Centrosinistra e M5S. Ma perspicace quanto basta per sapere, sin dall’inizio, che la sua sarebbe stata poco più di una battaglia di testimonianza.

Saturno che divora i suoi figli di Rubens

I mali del centrodestra – lo andiamo dicendo da tempo – riposano indisturbati in Forza Italia e in colui che ne decide le sorti da 4 lustri. Un coordinatore provinciale che si è fin qui comportato come il dio Saturno, che pur di evitare che i propri figli gli rubassero il futuro finiva col mangiarli. Forza Italia, di fatto, ha una storia caratterizzata da chiusure, alcune delle quali anche inspiegabili in termini politici; dalla smania di mettere una cappa su ogni iniziativa che non fosse gradita al coordinatore – padrone. E a nulla servono – ora – gli appelli al segretario regionale affinché lo sostituisca: da sempre tal De Siano da Ischia è sodale del locale coordinatore, e complice del continuo disastro.

Mimmo Gambacorta

Per i dirigenti locali è giunto il momento di chiedere ai vertici romani di nominare (finalmente) Domenico Gambacorta nuovo Coordinatore. Il Presidente dell’Amministrazione provinciale è l’unico che, per bravura, tempra e determinazione, è riuscito a vincere le aperte ostilità del coordinatore e a ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto nella vita politica irpina. E’ l’unico che ha le carte in regola per dare vita ad una squadra che competa davvero, e non per finta, e consenta al centrodestra di dare un riferimento concreto ai suoi elettori; è l’unico che può favorire la crescita di una nuova classe dirigente e coinvolgere, impegnare e selezionare i migliori giovani che guardano a destra e hanno voglia di  scendere in campo.

Tuttavia, senza avere la palla di cristallo e particolari doti di preveggenza, sappiamo già che non accadrà nulla. Al massimo il coordinatore, per fare scena, passerà lo scettro del comando a chi, come lui, sarà il nuovo tappo di questo disastroso e irriformabile centrodestra irpino.

Per il bene della vita democratica provinciale, speriamo, almeno questa volta, di sbagliarci.