DIARIO POLITICO 28 AGOSTO 2019 – L’Arma Spuntata del Ricorso!

DIARIO POLITICO 28 AGOSTO 2019 – L’Arma Spuntata del Ricorso!

28 Agosto 2019 0 Di Leonardo D'Avenia

Non si comprende perché Cipriano, dopo averci pensato qualche giorno, ha concluso che il suo appello per una tregua sia stato deriso da Festa, che aveva apprezzato e sottolineato che nei fatti la tregua per il bene della città e degli avellinesi si pratica in Consiglio comunale. Dove altrimenti maggioranza e opposizioni dovrebbero confrontarsi e trovare eventuali convergenze? Dove se non in questa sede deve avvenire, alla luce del sole, il confronto?

Quella richiesta di tregua rivela oggi la sua essenza strumentale: una mano che si tende e l’altra è pronta a far salire lo scontro. Con argomenti oltretutto discutibili. Cipriano, Petracca e Iacovacci annunciano immediata battaglia sul piano di rientro approvato in consiglio comunale dalla maggioranza mentre loro uscivano dall’aula senza votare a favore, senza votare contro, senza astenersi. Fatica che si è risparmiato Cipriano che in quel consiglio risultava assente.

In cosa consiste questa battaglia? Consiste nell’impugnare la delibera che ha approvato il piano pluriennale di risanamento per il fatto che il piano doveva passare per la Commissione bilancio che come le altre sette non è stato ancora possibile costituire e insediare. Questo passaggio è obbligatorio ma non vincolante. In assenza di commissioni costituite, questo è il parere di amministrativisti e giuristi, l’approvazione del piano non viene inficiata, potendo comunque la commissione, una volta insediata, esprimere il suo parere, che dati i rapporti di forza, 3 componenti della maggioranza e due delle opposizioni, finirà comunque per ricevere un voto positivo di approvazione. In ogni caso, non c’è volontà di superare la commissione; il vizio di eventuale nullità viene di fatto superato da due elementi: il parere non vincolante della Commissione Bilancio e il voto del Consiglio comunale a cui quella delibera è stata sottoposta. Resta il vizio procedimentale che non prevale sulla sovranità del consiglio comunale. Le commissioni non sono state costituite perché Festa, la sua maggioranza lo hanno impedito e lo impediscono. Non è stato possibile procedere per la grana piantata dal consigliere Urciuoli che intendeva essere considerato consigliere di maggioranza e dalle divisioni interne che questa posizione ha causato nel gruppo consiliare del M5s. Anzi c’è da segnalare che se ritardi ci sono stati questi potrebbero essere addebitati alle minoranze. La maggioranza senza esitazioni non ha inglobato in sè Urciuoli che a sua volta non è stato riconosciuto come consigliere di minoranza per aver votato le dichiarazioni programmatiche del sindaco. Questo ostracismo, chiamiamolo così, era funzionale ad una convenienza: se Urciuoli passa in carico alla maggioranza, nelle commissioni c’è un posto in più per i consiglieri delle minoranze. E infatti la situazione si sbloccherà, come sembra e come lo stesso Cipriano afferma, perché hanno accettato di conteggiare Urciuoli come consigliere di minoranza.