DI GUGLIELMO, BUONOPANE E IL CORAGGIO DI UN “PARRICIDIO”

DI GUGLIELMO, BUONOPANE E IL CORAGGIO DI UN “PARRICIDIO”

4 Settembre 2018 0 Di Sandro Feola

E’ vero, meglio tardi che mai. Ma che Giuseppe Di Guglielmo abbia nominato la sua segreteria con un ritardo di 5 mesi è un dato che non può essere ignorato. Che non pregiudica il lavoro del nuovo organismo, ma che in tutta franchezza non fa ben sperare. Anche perché, nel frattempo, il Partito e la sua Direzione hanno taciuto praticamente su tutto: sulla composizione dei gruppi in consiglio comunale, sulla nomina dei capigruppo, sull’elezione del Presidente del Consiglio comunale, sul mancato ferragosto, sulle linee programmatiche di Ciampi copiaincollate nella sua parte più significativa, sulle accuse gravissime alla passata Giunta – assessori tutti iscritti al Pd – sul rinnovo dei vertici dell’Alto Calore, sulle candidature alla presidenza dell’Amministrazione provinciale e sulla composizione delle liste. Mentre uno tsunami travolgeva la vita politica provinciale e cittadina, da via Tagliamento non un commento, non una indicazione, non uno straccio di dichiarazione.

Crescenzo Fabrizio

Perché questo silenzio? Perché questo atteggiamento che, anche alla luce delle innegabili qualità del segretario, non ha mai trovato alcuna giustificazione? Da via Tagliamento nessuno ci dirà mai – è la nostra idea – che hanno scelto di non reagire alla asfissiante logica delle correnti e delle appartenenze. La stessa che non solo ha portato il Pd alla sconfitta, ma che lo ha anche ridotto ad un silenzio tanto sconcertante quanto imbarazzante.

Tuttavia occorre dare atto a Di Guglielmo di avere scelto – manuale Cencelli alla mano – una segreteria tutto sommato di qualità. Che in un certo senso completa quello schema di partito che, anche se solo per lo spazio di una settimana, la sua elezione aveva delineato: un Pd giovane, non solo anagraficamente, dirompente, ispirato, pronto a troncare radicalmente con personaggi e pratiche che solo a sentire il nome evocano un passato che provoca nausea agli elettori.

Rino Buonopane

Buonopane, che ha già dimostrato non solo a parole di essere poco ossequioso con il potere costituito, potrebbe fare la differenza; Crescenzo Fabrizio, l’unico giovane dell’allora Dc che osò sfidare – vincendo – tutti insieme De Mita, Mancino, Gargani, Zecchino e Bianco, potrebbe portare quella giusta dose di linearità e nettezza di cui Di Guglielmo ha bisogno. E poi giovani impegnati e ispirati come Orefice, Egidio, potrebbero dare un senso a dipartimenti che quasi sempre vivono solo su un foglio excel del Pc di via Tagliamento.

In definitiva, a conti fatti, questa Segreteria ha più di una chance. Ma ce la farà solo se deciderà, paradossalmente, di chiudere con chiarezza, nettezza e determinazione con quel passato che l’ha determinata. Per vincere Di Guglielmo, Buonopane e tutti gli altri dovranno trovare la forza di sconfessare la logica in base alla quale sono stati scelti. In buona sostanza, vinceranno se troveranno il coraggio di commettere un “parricidio”.