OPERATORE 118 DENUNCIA: «SBALLOTTATI CON L’AMBULANZA, DOPO 12 ORE IL PAZIENTE COVID FIRMA PER ANDARE A CASA»

OPERATORE 118 DENUNCIA: «SBALLOTTATI CON L’AMBULANZA, DOPO 12 ORE IL PAZIENTE COVID FIRMA PER ANDARE A CASA»

5 Novembre 2020 0 Di La redazione

Nel racconto di Lucio Lorido, operatore sanitario, l’odissea delle ambulanze in coda in attesa del ricovero del paziente, un 36 enne di Montoro che alla fine ha preferito tornare a casa nonostante le difficoltà a respirare. “Chiusi come maiali su un carro bestiame a causa di un sistema fallito”. Ecco il post

Quando usciamo per un covid siamo sigillati ermeticamente: tuta, tre paia di guanti, calzari, mascherina e visiera.

Dal momento che abbiamo avuto contatti con il paziente COVID siamo potenzialmente contaminati e finché non abbiamo lasciato il paziente in ospedale non possiamo più svestirci né per bere mangiare o andare al bagno. Basta aprire la zip per rischiare di rimanere contaminato anche all’interno, e allora resisti.

Un’ora, due tre: ieri invece, abbiamo dovuto resistere per quasi dodici ore chiusi in ambulanza con un COVID accertato sballottati prima ad un Pronto soccorso e dopo tre ore di attesa ci hanno mandato in un altro Pronto soccorso in provincia, dove la situazione “ambulanze in attesa” era addirittura peggiore.

Questo siamo noi, rischiamo ogni giorno spinti dalla passione per questo lavoro, non lo facciamo per la gloria perché non ci dà da mangiare e non lo facciamo per lo stipendio, talmente ridicolo che abbiamo vergogna a dirlo.

Solo passione e voglia di aiutare i bisognosi.

Facciamo parte di un sistema fallito: fallito per i tempi impossibili,

fallito perché non si è tutelato il paziente (che alla fine ha firmato il rifiuto ricovero), il lavoratore e i semplici diritti dell’uomo,

fallito perché chi ci dovrebbe tutelare si gira di spalle facendo finta di nulla e se alzi la voce risponde con frasi assurde o minacce, fallito perché siamo stati chiusi come maiali su un carro bestiame. Questo siamo noi !

https://youtu.be/M9E2ZlIxUkc