SCUOLA, SE «IL RISCHIO CALCOLATO» È DI PERDERE VITE UMANE

SCUOLA, SE «IL RISCHIO CALCOLATO» È DI PERDERE VITE UMANE

16 Aprile 2021 0 Di Vincenzo Di Micco

Non sono d’accordo. E provo a spiegare perché il Governo azzarda.

“Ci prendiamo un rischio calcolato”, dice Draghi sulle misure in vigore da lunedì 26 aprile. Se ristoranti e negozi potranno riaprire all’aperto, lì dove il virus quasi non infetta, alunni e insegnanti saranno costretti dentro – ad un mese e mezzo dalla fine delle lezioni – in aule e pullman pollaio.

Sul responsabile comportamento dei singoli si stanno scaricando promesse vane ed errori gravi.

Come la cronica mancanza di screening , il tracciamento inesistente dei dati di contagio in zona rossa e sindaci lasciati soli a decidere, non sulla base di criteri oggettivi, ma sulla scorta di pressioni e sensazioni del momento. Scandaloso. Come in molte province lo è il mancato potenziamento del trasporto o l’inesistenza di medici scolastici a completare il “delitto perfetto”.

Nonostante tutto, il Paese ri-apre. Giusto ossigeno per l’economia: aprire tutto quel che si può, con rigorosi controlli, finora inesistenti. Perchè se nessuno controllerà l’ondata di aperture, il rischio sarà quello di un’ondata boomerang dei contagi.

Sbagliato, infine, immaginare che riaprire  “è il dono che il Governo fa alla Scuola”.

La ripaga così dei sacrifici di mesi in didattica a distanza e dei danni che, ineludibili, affiorano negli adolescenti ?

Dietro l’euforia comprensibile del ritorno tra i banchi, in “omaggio” celato ai ragazzi si dà un rischio, evitabile, la perdita di altre vite umane nelle famiglie. Soprattutto senza il decollo immediato di una campagna vaccinale che procede a rilento.

Scuola, un tema deformato. Il rischio è stato calcolato… fino in fondo?