DE LUCA, LE REGIONALI E L’EFFETTO CORONAVIRUS

DE LUCA, LE REGIONALI E L’EFFETTO CORONAVIRUS

5 Aprile 2020 0 Di Sandro Feola

Siamo in piena emergenza da Coronavirus, ma c’é una parte della vita politica campana, non particolarmente evidente in questa fase, che non ha smesso di lavorare in vista delle prossime elezioni regionali. Vero è che si voterà tra ottobre e novembre, ma fatto sta che il decreto che lo dispone ancora non è stato varato e non guasta, pertanto, portarsi avanti con il lavoro.

In questa ultima settimana c’è stato chi si è chiesto se e quanto la gestione dell’emergenza in corso inciderà sull’esito elettorale; se e quanto questa sarà determinante nella scelta del nuovo Governatore della Campania. Molto dipenderà, ovviamente, da come il sistema sanitario e le istituzioni regionali reggeranno alla pandemia, benché al momento il dramma della Lombardia sembra scongiurato e i nosocomi campani, fatta qualche eccezione, hanno sostanzialmente tenuto.

I sondaggi elettorali diffusi recentemente da La 7 – riferiti al Paese, non alla Campania – dicono che l’emergenza non ha determinato cambiamenti significativi nella scelta del partito che gli italiani voterebbero se oggi andassimo alle urne. Discorso diverso, invece, per quanto concerne il gradimento di chi sta gestendo l’emergenza, che è aumentato sensibilmente: Conte è arrivato ad avere l’approvazione di oltre il 54% degli italiani, il suo governo il 74. Il che, ovviamente, non significa che questi elettori voterebbero lui, un suo eventuale partito o un eventuale schieramento da lui guidato.

Il discorso potrebbe essere analogo sul versante regionale. Con alcune differenze che, però, vanno evidenziate.

Grazie a una linea improntata alla fermezza, diventata ormai proverbiale, il Governatore della Campania ha aumentato significativamente la sua popolarità. E non si tratta solo di quella “solidarietà da emergenza” che si determina sempre intorno a chi guida l’esercito in guerra, ma di una popolarità per certi versi del tutto inedita, scaturita dal fatto che molti cittadini, solitamente poco interessati alla politica, siano stati “costretti” ad ascoltare gli interventi di De Luca e a seguire quotidianamente il suo operato. In particolare giovani e giovanissimi alle prese con la quarantena, hanno conosciuto un amministratore percepito come uno che si occupa anche della loro salute, pretendendo efficacia e rispetto delle regole con assoluta intransigenza. E i tanti meme che affollano le loro chat, e che ironizzano su questa durezza, hanno contribuito ad accrescerne la popolarità.

Tutto questo quanto inciderà sul voto, quando ad ottobre, a emergenza finita, saremo chiamati alle urne? Difficile a dirsi. L’esito elettorale in Emilia Romagna, però, ha ribadito che il voto regionale è determinato in prevalenza più dal giudizio su chi ha amministrato che da altri fattori.

C’è chi giura, non a caso, che quella tendenza favorevole al centrodestra, registrata a più riprese in Campania prima della calata del coronavirus, non ci sia più. Che si sia determinata una nuova attenzione nei confronti del governatore uscente, tanto da affollare di richieste i cellulari dei suoi luogotenenti delegati alla organizzazione delle liste. Certo, permane la variabile 5 stelle e con essa il rischio che il centrosinistra, correndo da solo, arrivi secondo a vantaggio del centrodestra, ma i sondaggi danno i grillini in costante calo anche in Campania. 

Di certo, al momento, c’è che la lotta contro il Coronavirus ha reso più popolare Vincenzo De Luca, già “sceriffo” di Salerno e ora intransigente “comandante” delle truppe che combattono la pandemia. Oggi più che mai il Governatore è a pieno titolo in corsa per ottenere dai campani il secondo mandato a Palazzo Santa Lucia.