DE LUCA E IL M5S DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA? PARTE LA CORSA DI STEFANO CALDORO

DE LUCA E IL M5S DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA? PARTE LA CORSA DI STEFANO CALDORO

14 Novembre 2018 0 Di Sandro Feola

Accomunare centosinistra e pentastellati è stata senza dubbio una sagace operazione mediatica e politica del leader del centrodestra campano.

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Stefano Caldoro ha inaugurato la sua campagna elettorale con lo stile che da sempre lo contraddistingue: pacato ma tagliente, moderato nei toni, ma anche questa volta capace di accendere il dibattito politico regionale fin qui caratterizzato da un ormai noioso scontro tra De Luca e il Movimento cinque stelle.

Dopo tre anni e mezzo trascorsi in Aula a smontare provvedimenti e annunci del Governatore, ieri Stefano Caldoro ha puntato il dito contro l’inciucio che si sarebbe determinato tra ambienti della Giunta regionale e l’Esecutivo nazionale penstastellato. Se l’inciucio sia vero o meno non è così rilevante. Così come non sarebbe particolarmente interessante conoscere i dettagli della presunta combine “nella quale – sostiene l’ex governatore – pezzi del governo regionale si saldano con interessi del Governo, in particolare con i 5 Stelle”.

Stefano Caldoro

Molto più interessante, invece, è l’aspetto politico emerso dalle dichiarazioni di Caldoro. Nel mettere insieme la Giunta De Luca e il M5S, l’ex Governatore li indica come due facce della stessa medaglia. Due realtà che si contrappongono, ma che sono, al contempo, corresponsabili della mancata ripresa della Campania. De Luca responsabile di un esecutivo regionale che ha inciso poco su settori cruciali che aveva promesso di rivoluzionare, come trasporti e sanità; il Movimento 5 Stelle di un’azione di Governo sfacciatamente poco attenta alle peculiarità del meridione e decisamente deludente sul versante di molte delle promesse fatte. Come ad esempio il reddito di cittadinanza, ridotto quasi a reddito di inclusione al quale avranno diritto un numero significativamente circoscritto di persone.

Vincenzo De Luca

A distanza di quasi 4 anni dal suo insediamento, il Governatore si ritrova con una opinione pubblica che ormai stenta a credere alla sua rivoluzione, anche in ragione di immagini devastanti dal punto di vista mediatico come quelle riprese nell’ospedale di Nola e in ben due nosocomi di Napoli. Il M5S pur governando da pochi mesi, si avvia a raccogliere la delusione non solo dei tanti che si aspettavano 780 euro e non li avranno, ma anche di quella classe imprenditoriale che si è sentita tradita da una sostanziale indifferenza rispetto alle esigenze specifiche del Sud. L’economia meridionale è duramente provata dalla crisi economica e necessita di interventi mirati, adeguati ad una realtà che è sostanzialmente diversa da quella del resto del Paese. E invece, nulla: il def ignora il Sud e le sue ragioni.

Di Maio e Ciarambino

Sono due facce della stessa medaglia? Per molti aspetti, sì. In ogni caso, accomunarli è stata senza dubbio una sagace operazione mediatica e politica.

Se l’economia arretrasse ancora, se lo spread colpisse ancora aziende e famiglie, se le formiche permanessero nei nosocomi campani o se nei prossimi due anni non ci fossero clamorose svolte nelle politiche regionali, l’ex Governatore, che avrà dalla sua la Lega di Salvini, avrebbe ottime chance di tornare a Santa Lucia.

E questa volta per Vincenzo De Luca da Salerno non ci sarà patto di Marano che tenga.