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DE ANGELIS CHIEDE CHE L’ALTO CALORE DICHIARI FALLIMENTO PERCHE’ INSOLVENTE. LA RISPOSTA DELLE RSU: ATTO IRRESPONSABILE

 

Riceviamo e pubblichiamo la risposta delle Rsu dell’Alto Calore Servizi in merito alla richiesta da parte del sindaco di Chiusano San Domenico di fallimento dell’ente di corso Europa tramite una delibera di giunta a causa delle insolvenze dell’Alto calore nei confronti del Comune di Chiusano…

Le scriventi Organizzazioni Sindacali di Alto Calore Servizi spa vogliono esprimere il loro stupore di fronte al comportamento irresponsabile del Sindaco del Comune di Chiusano San Domenico, dott. Carmine De Angelis, per aver disposto una richiesta di fallimento dell’azienda acquedottistica irpina.

Innanzitutto è opportuno ricordare al Sindaco De Angelis che l’Alto Calore non è più un Consorzio ormai dal 13 marzo 2003, infatti oggi si parla di Alto Calore Servizi S.p.a., azienda a capitale interamente pubblico, di cui sono azionisti 125 Comuni delle province di Avellino e Benevento, compreso il Comune di Chiusano San Domenico.

Sinceramente è assurdo che un Sindaco, azionista di un’azienda, possa chiedere il fallimento della stessa invece di proporre strategie e soluzioni per avviare un’azione di recupero verso gli altri comuni debitori nei confronti di Alto Calore, magari sorvegliando anche sulla gestione della stessa azienda, che da anni è governata in maniera superficiale, invece di mettersi soltanto in mostra rispetto alla Comunità che egli rappresenta.

Dove è stato fino ad oggi il sindaco di Chiusano S.D. quando le OO. SS. inoltravano continui appelli ai Sindaci soci per attirare la loro attenzione sulla grave condizione economica in cui, da tempo, versa l’Alto Calore Servizi ?

Dove era il Sindaco quando si svolgeva l’ultima Assemblea per l’informativa sull’emergenza idrica ?

Perché tutte le volte che il Sindaco ha partecipato alle assemblee in Alto Calore, nel momento di esprimere il voto puntualmente si è sempre allontanato?

L’Azienda pubblica Irpina avrebbe certamente meritato maggiore attenzione e considerazione da parte degli stessi azionisti, che avrebbero dovuto contribuire a renderla florida  invece di utilizzarla per fare una politica di natura diversa da quella fatta per gli interessi comuni, ricordandosi dell’Alto Calore solo in occasione dell’assemblea annuale per l’approvazione del bilancio.

E’ evidente, infatti, che se l’Alto Calore fosse stata un’azienda amministrata correttamente, sarebbe stata in condizioni di dare un miglior servizio ai cittadini, oltre a poter onorare i debiti, compreso quelli con il comune di Chiusano S.D.

Il Sindaco De Angelis, invece di soddisfare i capricci di una parte politica, farebbe bene a provvedere alla sostituzione dei tratti di rete idrica di cui il comune è proprietario, evitando così ad Alto Calore di intervenire continuamente su condotte ormai fatiscenti, in quanto hanno terminato, da tempo, la loro vita utile.

Alto Calore, infatti, è costretta a sostenere gravose spese di manutenzione per i continui interventi nelle contrade Piezzo, Triggio, Campilongo e  Piano, tentando invano di mantenere in vita condotte obsolete, per non parlare dello spreco di acqua sollevata (circa il 65%) i cui costi energetici sono sostenuti solo da Alto Calore e non certamente dai comuni soci.

E’ opportuno evidenziare, inoltre, che il Comune di Chiusano S.D. dovrebbe ricevere una portata idrica pari a 3,83 l/s, mentre, per garantire l’erogazione idrica ai cittadini del suddetto comune, Alto Calore deve erogare una portata di 11,5 l/s, con conseguente riduzione delle portate destinate ad altri comuni.

Inoltre, attraverso le note del 25 marzo 2015 e del 25 marzo 2016, rimaste inevase, Alto Calore ha richiamato  l’attenzione del comune di Chiusano S.D. circa la necessità  indifferibile di sostituire tratti di rete ormai inutilizzabili, ma il Sindaco, invece di dare riscontro alle stesse, ha ben pensato di chiedere il fallimento di Alto Calore.

Si ricorda, infine, al Sindaco di Chiusano S.D., docente di Diritto Pubblico, che in caso di fallimento ci saranno serie ripercussioni sui comuni soci, i quali saranno chiamati comunque a rispondere dei debiti di Alto Calore, con conseguente aggravio di costi per l’utenza servita.

Onestamente non si comprende questo modo di rappresentare e tutelare la propria comunità, se non si riesce a garantire quotidianamente la distribuzione di un bene vitale come quello dell’acqua, attraverso una rete di distribuzione efficiente.

Non si può non individuare chiare responsabilità degli azionisti di un’azienda che fallisce !!! 

Circa Michela Attanasio

Michela Attanasio

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