CRISI SIDIGAS. I VERI NODI DELLA (NON) TRATTATIVA

CRISI SIDIGAS. I VERI NODI DELLA (NON) TRATTATIVA

2 Luglio 2019 0 Di Norberto Vitale

La surrettizia corsa contro il tempo e l’incubo del baratro per calcio e basket. Dal Diario Politico del 2 luglio 2019

Nel groviglio di questa vicenda, le principali preoccupazioni sono quelle di tenere separate la vita delle due società sportive dai destini della Sidigas. Questo è però un punto cruciale che sta pienamente dentro i destini della Sidigas.

Che cosa è accaduto, secondo il Procuratore aggiunto, Francesco D’Onofrio che ha presentato l’istanza di fallimento al Collegio prefallimentare del Tribunale di Avellino in sostituzione dei creditori che non aveva formalizzato la procedura per ottenere il credito maturato?

Su segnalazione dell’Ufficio Esecuzioni dello stesso tribunale, relativa al credito superiore ai 10 milioni, che arrivano a 20 con gli interessi, vantato dall’Eni nei confronti di Sidigas, e da questa in parte contestato nelle proporzioni, D’Onofrio ha scoperto che la disponibilità patrimoniale dell’azienda, stimata dal perito nominato dal giudice esecutore, è di appena 238 mila euro. Questa sproporzione, che D’Onofrio definisce enorme, mette la pulce all’orecchio del magistrato che fa approfondire dalla Guardia di Finanza tutto l’universo societario che ruota intorno a Sidigas. Per concludere, questa la tesi di D’Onofrio, che probabilmente sono stati falsificati i bilanci, gonfiate artificiosamente le attività e occultate consistenti passività e anche, parole testuali del magistrato, la scelta da parte del gruppo Sidigas “di finanziarsi, da numerosi anni, mediante il sistematico omesso versamento dei debiti tributari”. D’Onofrio era partito con l’Eni e scopre una insolvenza cinque-sei volte superiore maturata soprattutto nei confronti dell’Erario.

Naturalmente questa è la ricostruzione fatta dalla Procura che ritiene quello di Sidigas un “dissesto di notevoli proporzioni” pressochè ingestibile, e di chiedere dunque il fallimento per salvare o non peggiorare quel poco che resta.

Toccherà a Sidigas nell’udienza del 12 luglio dimostrare al collegio che la tesi della Procura non sia completamente fondata; che ci sono margini e disponibilità per fronteggiare gli eventuali debiti contratti con l’Erario, che sui bilanci non ci sono state le gravi acrobazie che vengono censurate dalla Procura. Ci auguriamo che questo possa verificarsi.

E veniamo a questa che viene descritta come una corsa contro il tempo per sottrarre la Scandone e l’Avellino Calcio all’incertezza di un giudizio che potrebbe essere negativo per Sidigas.

Questa incertezza non incoraggia le eventuali disponibilità a rilevare il basket e il calcio.

In caso di accoglimento della richiesta di D’Onofrio, il collegio prefallimentare del Tribunale di Avellino nominerebbe un curatore che, se le condizioni lo consentono, deciderà di dare continuità aziendale a Sidigas e al tempo stesso fare l’inventario dei beni disponibili con i quali pagare i creditori, a cominciare da quelli privilegiati come l’Erario. Il curatore potrebbe ritenere che la società di basket e quella di calcio rientrano tra i beni della società che sta amministrando e utilizzarli per far cassa. Se dovessero risultare gli omessi versamenti tributari; le attività artificiosamente gonfiate; le passività occultate, come ritiene la Procura, sarebbe abbastanza automatico per il curatore ritenere che di tutta questa giostra abbiano in qualche modo e misura beneficiato la società di basket e quella di calcio che a pieno titolo dunque rientrerebbero nel patrimonio del fallimento.

Se nel frattempo sono state cedute anche per zero euro, chi le ha rilevate se le vedrebbe tolte di mano e una volta che il curatore ha definito il valore di entrambe, verrebbero rimesse sul mercato.

Si capisce bene che questa eventualità niente affatto teorica che potrebbe verificarsi, come potrebbe verificarsi quella del rigetto dell’istanza di fallimento, costituisce un elemento anche dirimente rispetto alla possibilità di trovare acquirenti prima del 12 luglio. E’ abbastanza difficile pensare che imprenditori avveduti o almeno prudenti si imbarchino in una situazione affatto decantata; è abbastanza credibile che possano cominciare a farlo a partire dal 13 luglio. 13 per modo di dire. Il collegio ascolterà le parti e deciderà nei giorni successivi che non saranno pochi data la complessità della materia da valutare, le carte da vedere, le altre carte che le parti intenderanno sottoporre a valutazione del collegio. In questo stesso tempo devi procedere entro la mezzanotte dell’11 luglio alla ricapitalizzazione della Scandone, almeno un milione di euro subito, altrimenti vieni cancellato dal basket a meno di non voler chiedere la retrocessione in A2 o in Serie B; devi cominciare ad impostare il prossimo campionato in Serie C.

La notizia di oggi a me sembra questa: la corsa contro il tempo non è quella che surrettiziamente si sta svolgendo oggi, ma quella che comincerà un attimo dopo il pronunciamento del Collegio prefallimentare del Tribunale di Avellino. Per una procedura ordinaria si possono aspettare anche cinque-sei mesi. Per una straordinaria molto meno ma non siamo nell’ordine di giorni. Molto dipenderà per esempio dalla incontestabilità dei debiti: se la loro maggior parte sarà data per certa e acquisita, i tempi si riducono sempre che la controparte non produca carte e documenti che quei debiti contestano. Si deve anche tener conto che il 15 luglio il Tribunale va in ferie per riaprire il 15 settembre. A meno di non voler predisporre un percorso privilegiato, con tutto quel che significa in termini di organizzazione e disponibilità dei magistrati, le cose si complicherebbero ancora di più.

Insomma, la faccenda non è semplice come abbiamo immaginato. Occorrerà molta pazienza e tanto sangue freddo.

Troppe volte le ripartenze e le resurrezioni sportive, sull’onda dell’entusiasmo per aver allontanato il pericolo, si sono rivelate fallaci e poco durevoli tanto di riportarci puntualmente in pochi anni al punto di partenza.

Dovessimo ripartire ancora una volta, vediamo di farlo meglio delle precedenti.