CRISI SIDIGAS, CALCIO E BASKET NEI GUAI. L’OPINIONE DEI GIORNALISTI IRPINI

CRISI SIDIGAS, CALCIO E BASKET NEI GUAI. L’OPINIONE DEI GIORNALISTI IRPINI

13 Luglio 2019 0 Di Pellegrino Marciano

Il pensiero dei giornalisti irpini in merito al dramma sportivo che stanno vivendo la Scandone Avellino e l’Us Avellino 1912 legato alla crisi della Sidigas 

 

norberto vitaleNorberto Vitale (Telenostra): “Gianluca Festa porrà il seguente quesito: chi è interessato a rilevare le società sportive, a chi si deve rivolgere, in quali tempi e seguendo quali procedure? Sarà questa la domanda. Non quella che rivolta a De Cesare piuttosto che a Mauriello li interroga sulla loro volontà di vendere. Questa pregiudiziale che sembra appassionare molti nei fatti non esiste: le due società non sono più nella piena disponibilità di Sidigas; sono considerate, dalla Procura che le ha sequestrate, corpi di reato in quanto beneficiarie di risorse sottratte al fisco; fanno parte di quei beni, ammaccatissimo quello rappresentato dalla Scandone, la cui alienazione è funzionale alla possibilità di contribuire in qualche modo a far uscire il Gruppo Sidigas dalle congiunture in cui è precipitato a partire dalla scorsa settimana. Questo è oggi lo stato dell’arte e potrebbe essere cambiato e ribaltato ad una sola condizione: che l’inchiesta della Procura si dimostri in tutto o in parte e comunque largamente infondata”.

 

Titti Festa (Sportchannel): “C’è troppa confusione e assoluta mancanza di chiarezza soprattutto verso i tifosi. Capisco che è delicato esprimersi visto il sequestro e le inchieste sia quella civile che penale e non è affatto facile. Sarebbe opportuno che De Cesare parlasse alla piazza. Bisogna fare presto, se ci sono imprenditori interessati si facciano avanti nelle sedi opportune, visto che De Cesare ha detto di voler vendere e quindi disponibile ad eventuali trattative. Siamo in ritardo, pensavamo che l’estate scorsa fosse stata amara, ma questa sta pareggiando i conti con quella trascorsa”.

 

Claudio De Vito (Irpinianews): “De Cesare ha finito il suo tempo ad Avellino, ha già provocato l’autoretrocessione del basket che fatica anche a fare l’iscrizione in Serie B, visti gli ingenti debiti. Ci troviamo di fronte alla crisi del calcio, il 99.9% della piazza non lo vuole, inoltre lui è latitante. Fortunatamente il sindaco sta agendo per il bene dello sport. E’ finito il tempo di Sidigas, aspettiamo che qualcosa possa concretizzarsi per la cessione, senza dimenticare che non sono previsti tempi brevi. De Cesare ripartirà, poi sicuramente qualcuno subentrerà, o almeno me lo auguro. Intanto ci sarà una conferenza stampa, ci aspettavamo già qualcosa in questo week end. Aspettiamo di capire quali saranno le prossime mosse dopo la ratifica del concordato che rende difficili le operazioni”.

 

Dino Manganiello (Radio Punto Nuovo): “Al netto dei tecnicismi, i fatti. Anzi, i dati di fatto: le difficoltà della Sidigas restano serie e l’iter per una soluzione positiva, ancorché possibile anche alla luce di quanto successo giovedì e venerdì scorsi, resta lungo e tortuoso, cosa che graverebbe giocoforza anche sulle attività sportive del gruppo; la piazza intanto propone un fronte compatto avverso a De Cesare per una serie di evidenti motivi; l’obiettivo principale è non far sparire l’Us e lo è anche per la fallimentare, in modo da tutelare i creditori. La priorità è quindi cominciare la stagione del calcio. E per farlo nel migliore dei modi, in base appunto ai dati di fatto di cui sopra (problematiche Sidigas e tifosi), l’Us andrebbe ceduta. Per farlo servono quattro elementi: la giusta tempistica; dirimere la questione interna in casa Sidigas tra chi vuole procede e chi no; acquirenti che escano allo scoperto in via ufficiale; tracciare la road map per condurre in porto trattativa e vendita. Tutte condizioni che, guarda un po’, chiamano in causa gli invitati di lunedì mattina a Palazzo di città, con il sindaco Gianluca Festa a fare da garante e da playmaker, ma anche, probabilmente, da collettore di novità sul fronte pretendenti. Ecco perché lunedì è il giorno dei giorni. Mentre, per tutto quanto appena scritto, altre soluzioni proporrebbero scenari precari, complicati, nebulosi.
Non si è fatto riferimento al basket perché ormai la cosa sembra chiara: wild card in B senza debiti (difficili addirittura da identificare e quantificare), con altra dirigenza ma con la continuità di matricola e denominazione.”.

 

Pietro De Conciliis (YSport): “Inutile fare giri di parole. Avellino sta vivendo un’autentica tragedia sportiva. La Scandone e i suoi tifosi hanno subito una mazzata tanto dura quanto inaspettata, incassando una doppia retrocessione che rappresenta ben più di un incubo per gli appassionati della palla a spicchi.D’altro canto, l’Avellino e i calciofili biancoverdi si stanno tristemente abituando ad estati burrascose. L’entusiasmo ritrovato nella seconda parte dell’ultima stagione sembrava aver definitivamente cancellato i fantasmi “Tacconiani”. E invece, la doccia fredda del 29 giugno e l’assordante silenzio di De Cesare sono riusciti a cancellare in poche ore quanto di buono fatto in questi anni dalla proprietà Sidigas. De Cesare non ha tradito il singolo tifoso. De Cesare ha tradito la Fiducia che ogni tifoso aveva riposto nel suo progetto e nelle sue ambizioni. È l’ennesima (durissima) lezione per un popolo che deve necessariamente imparare a non innamorarsi di presidenti e società, limitandosi a rispettarne i rispettivi ruoli. Ora, De Cesare liberi Avellino”.

Antonio Tedeschi (Quotidiano del Sud): “È l’ennesima estate tribolata per lo sport a tinte biancoverdi. Non è bastata la sofferenza dello scorso anno con l’esclusione dalla B con annessa ripartenza dalla D. Nonostante ciò si era partiti bene con la vittoria del campionato e della poule scudetto, ma tutto ciò e’ stato archiviato in fretta dopo questo fulmine a ciel sereno. Nessuno si aspettava una situazione del genere. Non parlo solo del calcio, ma anche del basket. Cancellare così 71 anni di storia fa male. Fa male per i tanti sacrifici fatti in passato. Da Ciro Melillo a Vincenzo Ercolino. Un duro colpo. Ora però servono risposte chiare e non semplici parole dette e non dette. Avellino non merita queste mortificazioni. Chi ha voglia di farsi avanti, come detto da Mario Dell’Anno, deve farlo ora senza tergiversare ancora. Non è un mistero: l’intera comunità mastica pane e sport”

 

Federico Spinelli (Il Ciriaco): “Ogni anno, ogni maledettissimo anno, mai un’estate tranquilla. La rimonta, la vittoria nel girone e nella Poule Scudetto sembravano il preludio di un nuovo inizio, libero da ogni incertezza passata, la base per un futuro promettente. Tutto il popolo biancoverde è stato nuovamente illuso. Soprattutto, ad ora, i tifosi della Scandone, che rischiano di provare ciò che i calciofili irpini hanno già provato più di una volta, ovvero la sensazione più brutta che c’è per uno sfegatato amante dello sport: vedere la propria squadra cancellata da tutto. Ci auguriamo non sia così, perché resterebbe, ancor di più, un indelebile dolore nell’animo. Più di tutto, comunque, resta il dispiacere di esser finiti in un incubo per colpa di chi prometteva di regalare sogni”.

 

Gianluca Amatucci (Piuenne): “La situazione che riguarda Avellino calcio e Sidigas Avellino ha gettato tutti nella preoccupazione. Tifosi e appassionati vivono per il calcio l’ennesima estate tribolata. Passando al basket era impensabile vedere la Scandone precipitare in B. Oggi le preoccupazioni restano tutte. Saranno gli organi deputati a dover trovare soluzioni adeguate a una vicenda che va affrontata con attenzione. Fatto sta che l’intervento del sindaco mi sembra doveroso. Un primo passo lo ha già mosso con il versamento della rata per l’iscrizione, Ora la convocazione di lunedì per chiedere chiarezza al patron De Cesare. Dispiace che finora non ci sia stata una conferenza stampa della proprietà soprattutto per dare risposte ai tifosi ed appassionati”.

 

Domenico Fabbricini (TuttoAvellino.it): “Sono stupito da ciò che accade, non me lo sarei mai aspettato. Lodavo l’operato di De Cesare criticando lo scetticismo iniziale nei suoi confronti. Si era dimostrato una sicurezza. E’ un vero peccato per la città di Avellino che si è visto deturpare questo patrimonio sportivo in pochissimo tempo, parlo sia di basket che di calcio. E’ stato un errore concentrare il tutto nelle mani di una sola persona a mio avviso. Sembra che De Cesare abbia parzialmente salvato la barca con il concordato, può andare avanti con il freno a mano tirato ovviamente. Tutto ridimensionato, mi auguro a questo punto che voglia cedere, cosa che si augurano anche i tifosi. Spero possa arrivare un imprenditore che dia tranquillità e garanzie par riportare lo sport irpino ai livelli che merita”.

 

Michelangelo Freda (Sportavellino.it): “Sicuramente la situazione attuale non è delle più semplici. A distanza di un anno, ritrovarsi nuovamente al centro di questioni giudiziarie non fa piacere a nessuno. C’è tanta delusione in città. Aver perso la squadra di basket ha cambiato in men che non si dica l’opinione pubblica. Certo ci sono tanti punti da chiarire in merito alla situazione della Sidigas Spa, soprattutto alla luce delle centinaia di dipendenti che possono rischiare di perdere il proprio lavoro. Da un lato la situazione giudiziaria relativi ai sequestri dall’altra la vicenda del concordato in bianco con la questione fallimentare da chiarire. Sull’Avellino calcio il futuro è da decidere nei prossimi giorni. Ci vuole chiarezza da parte della società. Qualcosa in più si potrà sapere dopo l’incontro con Festa di lunedì”.