CRISI NELLO SPORT BIANCOVERDE. LA MOSSA DI DE CESARE: NON CEDE E VA AVANTI CONTRO LE SCADENZE

CRISI NELLO SPORT BIANCOVERDE. LA MOSSA DI DE CESARE: NON CEDE E VA AVANTI CONTRO LE SCADENZE

26 Luglio 2019 0 Di Delfino Sgrosso

Alzi la mano chi non ha mai giocato a Cluedo. Chi non ha provato, almeno una volta, a stanare l’omicida del Dottor Black e ad individuare arma e stanza in cui è avvenuto il delitto a Tudor Hall. Alla fine il colpevole viene sempre acciuffato ed il delitto, che sembrava perfetto, in realtà non lo è mai. Quello che sta andando in scena in queste settimane, nella Avellino sportiva, è esattamente una replica, in scala reale, di quanto proposto nel gioco. Soltanto che la suspance del Cluedo è resa nulla dalla conoscenza di omicida, arma e luogo del delitto.

De Cesare ha ucciso la Scandone e la passione sportiva di questa città con le armi del silenzio, del menefreghismo, della spocchia e della presunzione. E lo ha fatto sotto gli occhi di tutti, mettendo in scena un piano tanto formidabile nelle sue intenzioni, quanto imperscrutabile come il segreto di Pulcinella.

Seguiteci in questa ricostruzione.

La Scandone è diventata un peso, tanti soldi spesi per avere un pugno di mosche in una serie A che interessa solo ai fedelissimi, sempre gli stessi di 20 anni fa. L’Avellino ha dato soddisfazioni ed è una società neonata, con pochissimi debiti e l’entusiasmo di una promozione ottenuta al termine di una cavalcata che rimarrà comunque negli annali dello sport avellinese. Come liberarsi della prima e restare a cavallo della seconda nonostante la spada di Damocle di una situazione debitoria enorme e ben nota? Scoppiato il bubbone, subito autoretrocessione in serie B del basket, così in un sol colpo ci si libera dei contratti da serie A e della Com.Tec., salvo poi disinteressarsene completamente ed aspettare che il lupo muoia di inedia affogato nei suoi debiti, dove per suoi intendiamo “contratti dalla proprietà”.

Per il calcio si temporeggia per un po’, il tribunale fa il suo percorso, nel frattempo qualche settimana di vendo, non vendo, continuo e rilancio, con quali soldi poi non si sa, non continuo ma fate offerte congrue. Nel frattempo il tempo passa, si avvicinano le scadenze e dunque si deve, giocoforza, provvedere all’assunzione del personale tecnico e a fare tutto ciò che è imposto dalla federazione. In tal modo il prodotto Avellino diventa sempre meno appetibile agli occhi dei potenziali acquirenti, che dovranno fare i conti con contratti in essere quando, magari, dal 12 Luglio si poteva e doveva fare qualcosa in più, ad esempio lavorando in sinergia con il tribunale se davvero ci fosse stata l’intenzione di vendere.

Risultato finale?

Scandone deceduta e calcio sempre nelle stesse mani, con quali prospettive e quale futuro non si sa. Un delitto perfetto. Ma solo nelle intenzioni di chi lo ha commesso e lo sta perpetrando, ogni singolo giorno, sotto gli occhi di tutti e con l’avallo di certa opinione pubblica, giornalistica e non, che vede ancora in De Cesare una risorsa, ripetiamo, non si sa come e non si sa perché, e non il primo nemico di calcio e basket. In tutto ciò come si comporteranno i tifosi? In caso di permanenza di De Cesare il calcio sarà ugualmente seguito? Prevarrà il cuore o la tanto sbandierata coerenza, quella che imporrebbe loro di non seguire nulla, visto il comunicato di 20 giorni fa? Staremo a vedere, nel frattempo, signori, il gioco è abbastanza chiaro e chi non lo ha capito forse davvero non ha mai giocato a Cluedo. O forse non lo vuol capire.