COVID. ROTONDI: «IN CAMPANIA TERRORISMO PSICOLOGICO PER AUMENTARE CONSENSO. DE LUCA? È UN ARTISTA»

COVID. ROTONDI: «IN CAMPANIA TERRORISMO PSICOLOGICO PER AUMENTARE CONSENSO. DE LUCA? È UN ARTISTA»

12 Giugno 2020 0 Di La redazione

Aspre critiche su data del voto e comunicazione dell’emergenza in Campania. La gestione gestione De Luca nelle valutazioni di Gianfranco Rotondi, deputato forzista e Presidente della federazione Dc. E sulle regionali: la candidatura Caldoro resiste? È il nostro candidato, se parte di Forza Italia tratta con la Lega è un’altra storia. Sibilia candidato in Campania? Un gioco per dividere da parte di Fratelli d’Italia. Caso Beneduce? Nulla di nuovo, carri che si affollano 

Onorevole Rotondi, in attesa della conversione del Decreto in Parlamento, secondo lei quando si voterà effettivamente per le Regionali?

Ragionevolmente penso che il voto avverrà nella data stabilita dal Governo, quindi ci prepariamo a votare a settembre.

 In queste ore il Governatore De Luca parla di vergogna istituzionale riferendosi alle forze di opposizione e di governo che vogliono tardare il voto. È una vergona istituzionale la mancata elezione a luglio?

In Campania il virus non c’è mai stato. Abbiamo avuto dei casi marginali e ridotti alla sola città di Ariano. Il Governatore ci ha chiuso in casa (seguendo il governo nazionale), ha obbligato i campani ad utilizzare la mascherina di cui non c’è bisogno. Rassicuriamo chi legge. In Campania la situazione sanitaria è assolutamente tranquilla. Il 74% dei contagiati è in due provincie della Lombardia. Se il virus voleva passare, certo non lo fermava De Luca, già eravamo tutti i morti. Quindi è chiaro che c’è stato un terrorismo psicologico volto ad indebolire le difese psichiche dei cittadini e a ottenere il massimo del consenso sul Governatore che ha fermato il virus che non c’era. Nessuno ha potuto dire queste cose nel momento clou della crisi perché ti saresti messo contro la salute pubblica, il popolo… Che vuoi fare? Quando c’è l’arte, si dice a Napoli, stai in mano all’arte e De Luca è un artista. Per cui, ha ribaltato uno schema perché è riuscito a ribaltare una condizione nella quale tutti dicevano: la Sinistra può vincere ma il problema è De Luca. Oggi si può dire, invece, che De Luca vince o può vincere e il problema è la Sinistra che si divide. Quindi, complimenti a De Luca. Detto questo. Se lui ci ha detto per settimane che corriamo rischi, che c’è il virus, che dobbiamo stare in casa, tenere la mascherina e quant’altro, adesso non può dire che dobbiamo andare a votare a luglio, adesso aspettiamo che passa l’emergenza, no?

Manca ancora la sintesi nel Centrodestra per la candidatura apicale. Salvini ad Avellino si era detto certo di una quadra in tempi brevi, così non è stato. Caldoro resiste?

Caldoro è il candidato di Silvio Berlusconi, di Forza Italia, della Democrazia Cristiana e dell’Udc di Cesa, ossia di tutta l’area di centro della coalizione. Il candidato tocca all’area di centro, particolarmente a Forza Italia e quindi il discorso si chiude qui. Tranne che una parte di Forza Italia non sia d’accordo con Salvini, e allora è un’altra storia.

Nelle ricostruzioni dei tavoli romani abbiamo ascoltato l’ipotesi di una candidatura di Sibilia, in luogo di Caldoro, lanciata da Fratelli d’Italia. Provocazione, feeling o nulla di tutto questo?

Sibilia è una persona stimatissima, farebbe bene il Presidente, a me farebbe piacere perché l’ho introdotto io alla vita politica nel ’95 , però è chiaro che è un gioco che fa Fratelli D’Italia per provare a dividere Forza Italia, cosa che non riesce perché Sibilia è stato il primo a dire che oggi è Caldoro il punto di difesa.

In Campania si assiste in queste ore a cambi di casacca. Beneduce passa dalle file di Forza Italia all’appoggio a De Luca. Cosa succede?

Nulla di nuovo. Quando uno è in odore di vittoria il suo carro si affolla. Questo fa parte della vita, non è che ce ne scandalizziamo dopo averne viste tante.

Si aprono gli Stati Generali dell’Economia, serviranno a mettere in campo qualcosa di concreto, in particolare per il rilancio del Mezzogiorno?

Io penso che i governi abbiano gli strumenti per fare le cose. Li chiamano decreti legge, riforme, programmi: è l’opposizione che deva fare convegni, non il Governo.