COVID. LA DIFFIDA DEI CACCIATORI PER SPOSTAMENTI E PROROGA CALENDARIO VENATORIO O RIMBORSI

COVID. LA DIFFIDA DEI CACCIATORI PER SPOSTAMENTI E PROROGA CALENDARIO VENATORIO O RIMBORSI

12 Dicembre 2020 0 Di La redazione

Lo Studio Legale Gazzella & Partners su mandato conferito da numerosi cacciatori ieri ha  inoltrato una formale diffida a tutti gli enti regionali e nazionali, compresi il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova, il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ed il Presidente della Giunta Regionale della Campania Vincenzo De Luca.


Per la stagione venatoria 2020/2021, così come indicata dal calendario venatorio regionale, tutti i cacciatori hanno provveduto al versamento delle somme necessarie al regolare svolgimento della caccia. Nello specifico, hanno versato la tassa di concessione governativa, quella regionale oltre ad ogni altra tassa e/o imposta finalizzata all’ottenimento delle varie autorizzazioni di legge per lo svolgimento della suddetta attività sia nel territorio regionale che fuori regione.
A causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, è stato disposto dal Governo il blocco dell’attività venatoria nelle “zone rosse”, blocco che quindi ha impedito ai cacciatori campani di svolgere tale attività dal 3.11.2020 al 6.12.2020.

Lo studio legale fa sapere che è apparso del tutto ingiustificato un simile impedimento in ragione della prevista possibilità di svolgimento delle attività sportive ai sensi dell’art. 1, comma 9, lettera d) del DPCM del 03/11/2020, consentite purché svolte nel rispetto delle norme anti-covid. Ebbene è notorio che l’attività venatoria venga svolta all’aperto con possibilità di un distanziamento interpersonale tra i partecipanti ben maggiore di quello necessario per evitare il contagio, pertanto non si è ravvisata la ratio del blocco imposto dal Governo.

Ad oggi, con il passaggio della Campania nella “zona arancione” la caccia è consentita solo nei comuni di residenza e/o domicilio. Non va sottaciuto inoltre che, con specifico riferimento alla caccia del cinghiale, l’attività venatoria rappresenta un indispensabile strumento utile ad arginare un problema di sicurezza dati i danni provocati alle colture, gli incidenti stradali e la diffusione della peste suina: conseguenze di una diffusione incontrollata di questi animali che
necessita di un contenimento.

Per tali ragioni lo Studio Legale ha richiesto a tutti gli enti regionali e nazionali preposti, ciascuno per quanto di ragione e di propria competenza, di disporre: la possibilità di esercitare l’attività venatoria anche in comuni diversi da quello di residenza e/o domicilio dei cacciatori; la proroga del calendario venatorio ai mesi di febbraio e marzo 2021; il rimborso integrale delle somme versate dai cacciatori a titolo di tasse e/o imposte per la
stagione venatoria 2020/2021, nel caso di mancata adozione delle precedenti misure.