COVID. CASI SOSPETTI O POSITIVI DI NON CAMPANI, ECCO LA PROCEDURA

COVID. CASI SOSPETTI O POSITIVI DI NON CAMPANI, ECCO LA PROCEDURA

12 Giugno 2020 0 Di La redazione

La Regione ha diramato il protocollo operativo per la gestione logistica di casi positivi, sospetti e contatti stretti relativi a persone non domiciliate o residenti in Campania. Informazione utili soprattutto per i turisti e per le strutture ricettive. Tra le altre misure si prevede:  la consapevolezza e l’accettazione del fatto di non poter permanere e di doverlo dichiarare in caso di pericolo; la consapevolezza e l’accettazione del fatto di non poter permanere qualora si stia soggiornando (usufruendo della stessa stanza) con un soggetto che si trovi in condizioni di sospetto

Al punto 5 dell’Ordinanza n. 54 del 02/06//2020 viene dato mandato all’Unità di Crisi regionale di predisporre il protocollo operativo. L’Unità di Crisi, nel proporre i “Protocolli di sicurezza anti diffusione SARS COV 2 per la ripresa delle attività economiche e produttive”, poi recepiti con diverse Ordinanze, tra le quali anche la n. 51 del 24/05/2020 relativa alla riapertura delle “strutture ricettive alberghiere, complementari e alloggi in agriturismo”, ha sempre inserito uno specifico paragrafo dal titolo “Gestione di un caso sintomatico sospetto”, che già contiene le necessarie informazioni operative.
In aggiunta, si segnala che il Ministero della Salute, con Circolare n. 18584 del 29/05/2020, ha proceduto ad aggiornare le fattispecie dei casi sospetti e dei contatti stretti, a cui si rinvia integralmente.

Appare altresì utile ricordare che:
1. la norma nazionale già da sempre prevede che “i soggetti con infezione respiratoria caratterizzata da febbre (maggiore di 37,5°) devono rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio medico curante”:
2. la norma regionale di cui ai “Protocolli di sicurezza anti diffusione SARS COV 2 per la ripresa delle attività economiche e produttive”, già impongono ai titolari delle strutture ricettive di fornire una adeguata informazione sulle misure di prevenzione (uso di DPI, limitazioni nella frequentazione di sale comuni, igiene e distanziamento interpersonale, ecc.), comprensibili anche per i clienti di altra nazionalità, nonché il rilievo della temperatura corporea con divieto di accesso in caso di febbre.
Ciò premesso, qualora nonostante le cautele già assunte, comunque insorgessero inattesi casi positivi, casi sospetti e cd. contatti stretti, relativi a soggetti non aventi residenza o domicilio sul territorio regionale, per una omogenea ed efficace gestione logistica di tali casi, si ritiene di dover integrare i protocolli di sicurezza già emanati con le seguenti ulteriori disposizioni operative:

1. In conseguenza dell’importanza della responsabilizzazione individuale da parte dei clienti nell’adozione di comportamenti rispettosi delle misure di sicurezza e prevenzione deve essere
garantita l’adozione da parte dei titolari degli esercizi di tutti i possibili strumenti di informazione e comunicazione rivolte alla clientela sulle regole di accesso e comportamento.
2. In particolare, le informazioni riguardano:
• l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37,5°) o altri sintomi influenzali e in quel caso di chiamare il proprio MMG o PLS;
• l’obbligo di rimanere al proprio domicilio se si è stati a contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti;
la consapevolezza e l’accettazione del fatto di non poter permanere e di doverlo dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (sintomi di influenza, insorgenza di febbre, ecc.);
la consapevolezza e l’accettazione del fatto di non poter permanere qualora si stia soggiornando (usufruendo della stessa stanza) con un soggetto che si trovi in condizioni di sospetto COVID–19;
• l’impegno di rispettare tutte le disposizioni igieniche e quelle relative alle misure di distanziamento e di corretto comportamento.
3. Laddove la clinica, a giudizio del medico, fosse suggestiva di sintomi gravi (su base anamnestica), il paziente, per il tramite del 118, deve essere trasferito in struttura ospedaliera dedicata a pazienti COVID–19.
4. Gli eventuali ospiti accompagnatori del cliente riconosciuto come COVID–19 positivo (casi sospetti e/o contatti stretti) per i quali sia disposto l’isolamento fiduciario domiciliare dovranno lasciare la struttura per rientrare alla propria residenza; nelle more dell’organizzazione del rientro, gli stessi permangono in isolamento usufruendo della stessa stanza.
5. L’ASL organizzerà sulla base delle segnalazioni una pronta valutazione dei casi prospettati (anche per via telefonica) da parte di personale sanitario.
6. L’ASL monitora l’evolvere della situazione clinica dei contatti e provvede all’esecuzione dei test diagnostici in coloro che sviluppano sintoni, anche lievi, compatibili con COVID–19.