CORONAVIRUS, LE PROPOSTE DI SANTOLI (CONFIMPRENDITORI) CONTRO LA CRISI

CORONAVIRUS, LE PROPOSTE DI SANTOLI (CONFIMPRENDITORI) CONTRO LA CRISI

9 Marzo 2020 0 Di La redazione

La situazione è grave. E bisogna che ciascuno di noi faccia uno sforzo, adottando comportamenti socialmente responsabili per fermare l’epidemia da Coronavirus. Ma c’è anche bisogno di stringersi come collettività, di essere vicini ai lavoratori, alle imprese, a chi rischia o a chi sta già subendo colpi pesantissimi. Per tale ragione come Confimprenditori crediamo che sia necessario cominciare, già da ora, a guardare a come, in concreto, si può arginare la terribile crisi economica in atto. Non solo nella zona rossa, ma in tutto il Paese.

Anche perché ormai ci sono alcuni settori completamenti devastati, come il turismo, i trasporti, il commercio, la logistica. E molti altri che in questi anni sono andati bene (automotive, farmaceutica, meccanica, moda), ma che potrebbero risentire profondamente del blocco dei traffici e, quindi, della mancanza di alcune componenti, perdendo quote di mercato che poi sarà difficile recuperare. Insomma, questa crisi potrebbe essere assai peggiore di quella del 2008, dalla quale non ci siamo ancora mai ripresi del tutto. E allora serve una doppia medicina.

Una immediata e una più strategica. Nel breve periodo, infatti, è imperativo evitare che le imprese – che non incassano più – vadano in fallimento. E la liquidità si garantisce prima di tutto sospendendo, o meglio annullando, il pagamento delle tasse per un certo periodo di tempo. Come anche dei mutui, facilitando ogni tipo di moratoria e prestito bancario. Ma, soprattutto, è necessario sostenere il reddito dei lavoratori, di qualsiasi tipo essi siano. Come? Con la cassa integrazione in deroga per tutte le aziende, estesa però ai liberi professionisti, agli artigiani, ai commercianti, ai titolari e amministratori delle piccole imprese di qualsiasi settore. Compresi i soci lavoratori delle cooperative.

Ma il governo deve anche progettare una terapia di più ampio respiro, perché abbiamo problemi antichi da risolvere, quali burocrazia farraginosa, sistema fiscale pesante, giustizia troppo lenta, mercato del lavoro eccessivamente rigido, scarsi investimenti e dotazione infrastrutturale troppo carente. Alle aziende, e quindi alla nostra economia e per il nostro interesse, servono interventi prodondi. Con il primo obiettivo di liberare risorse e rilanciare lo spirito imprenditoriale del Paese, fattori chiave di ogni sviluppo, ma da tempo dimenticati e bistrattati.

Andando sul concreto, bisognerebbe estendere il periodo in cui le imprese possono fare domanda per il superammortamento, visto che tutti gli investimenti sono al momento rinviati. Oppure, allargare i benefici previsti dal Piano Industria 4.0. E prevedere sgravi fiscali per chi riporta le produzioni in Italia. Senza dimenticare la creazione di cluster di ricerca e sviluppo in grado di mettere in connessione permanente il pubblico e il privato, la ricerca di base e quella applicata. Per chiudere con interventi, veri, sul mercato del lavoro, partendo dalla pianificazione organica dello smartworking fino alla previsione di sistemi di apprendimento e formazione continua.