COPRIFUOCO E CHIUSURE, COME FUNZIONA ALTROVE? TUTTI I DUBBI SUI PROVVEDIMENTI ADOTTATI

COPRIFUOCO E CHIUSURE, COME FUNZIONA ALTROVE? TUTTI I DUBBI SUI PROVVEDIMENTI ADOTTATI

21 Ottobre 2020 0 Di Delfino Sgrosso

E’ così, cinque mesi dopo, torna il modulo di autocertificazione per gli spostamenti, che i cittadini dovranno compilare per giustificare l’uscita dalla propria abitazione. Lavoro, studio, famiglia, comprovata urgenza le motivazioni valide. Lombardia e Campania, le due regioni tra le più colpite, hanno deciso per la serrata, o coprifuoco, come di recente è stata chiamata, con gergo militaresco, la chiusura dalle 23 alle 5 di ogni attività sul territorio.

Ma come è la situazione nelle regioni che hanno deciso restrizioni?

In Campania c’è stata la chiusura delle scuole fino al 30 Ottobre, la proposta di chiusura dalle 23 alle 5, come detto, e la limitazione degli spostamenti interprovinciali, per i quali servirà, appunto, l’autocertificazione.

In Lombardia la serrata dalle 23 alle 5 è ormai un dato di fatto, con autocertificazione necessaria per uscire di casa nelle ore in questione. Nel fine settimana chiusi anche i centri commerciali non alimentari e la grande distribuzione. La media distribuzione potrebbe invece continuare le sua attività il sabato e la domenica.

In Piemonte i locali pubblici potranno chiudere alle 24 ma nel fine settimana scatterà la serrata dei centri commerciali, con i soli esercizi alimentari e le farmacie che potranno rimanere aperte. Dal 26 Ottobre, poi, dalla seconda alla quinta della scuola secondaria di secondo grado scatta l’obbligo del 50% di didattica a distanza.

Lo stesso provvedimento è stato adottato anche dalla Liguria, accompagnato dall’assoluto divieto di assembramento. Le sale giochi chiudono alle 18 mentre circoli e centri culturali alle 24.

In tutta Italia si conferma l’indicazione di affidare ai sindaci, in collaborazione con i prefetti, la facoltà di disporre la chiusura al pubblico, dopo le 21, di strade o piazze dove si possano creare luoghi di assembramento. Controlli affidati a forze dell’ordine e polizia locale, supportati dai soldati dell’operazione “Strade Sicure”, i cui primi 100 sono già arrivati ieri in Campania.

Decisioni a pioggia, ordinanze diverse ed “in fieri”, dunque, a confermare l’impressione, sicuramente sgradevole, che si stia procedendo a tentoni ed a macchia di leopardo, senza un filo conduttore comune. Dal 23 Ottobre, per fare un esempio, ipotizzando un parente in provincia di Salerno, da Avellino non sarà possibile andare a trovarlo se non per stretti motivi di urgenza, mentre da Milano si. Da questo paradosso appare quanto mai necessario un intervento dello Stato per stabilire almeno delle linee guida, da dettare alle Regioni per poter legiferare in merito alla limitazione della libertà di spostamento.

Altrimenti casi come quello segnalato diverranno sempre più all’ordine del giorno, esponendo le stesse Regioni a ricorsi, magari per illegittimità, e consumando tempo e risorse in un inopportuno scontro istituzionale invece di pensare ai provvedimenti da emanare e, soprattutto, ai cittadini.